Il luogo in cui giungemmo

Tratto da: "La strada dei dannati - Parafrasando l'Inferno Dantesco" di Carlo Rocchi

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Il luogo in cui giungemmo che consente di scendere la costa, era scosceso e, per quel che pure si vedeva di lì, in una posizione tale, che ogni sguardo sarebbe restio a fissarcisi.

Com’è quella frana che andò a colpire la riva dell’Adige, o a causa di un terremoto o a causa di appoggio venuto meno, che dalla vetta del monte, da cui precipitò, fino alla pianura mostra la rupe sì ripida, ma chi si trovasse in alto potrebbe percorrerla in qualche modo: simile era la discesa di quel baratro; e sul margine del malagevole pendio era sdraiato il Minotauro; e quando ci vide, addentò le proprie carni, come quegli che è sopraffatto dalla rabbia repressa.

Virgilio gridò verso di lui: “Forse tu pensi che qui sia giunto Teseo, che ti uccise sulla Terra? Scansati, animale: perché questi non viene istruito da tua sorella, ma compie il suo viaggio per conoscere le sofferenze dei dannati”.

Da @ La strada dei dannati

Parafrasando lʼInferno dantesco

2015 – Carlo Rocchi

 

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