Alla scoperta di Rossella Bianchi

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In lotta da 50 anni, Rossella Bianchi, è anche lei una icona del movimento Lgbt e con le sue lotte ha aperto delle strade.

Partiamo dall’incipit. Ogni tanto ci incontriamo sui social, siamo amiche virtuali. Lei commentava il mio articolo sulla Romanina, dicendo che nel prossimo libro ne avrebbe parlato. Le rispondevo che cercando il materiale sulla Romanina ero inciampata nel suo nome. Lei: “Perché poi finiamo in un recinto anche in rete”. E allora cerchiamo di allargarlo il recinto. Con la Romanina non la lega l’esser trans o la strada, ma la scrittura.

Rossella Bianchi è un fiume in piena, una corrente di acqua tumultuosa.

Nasce in un paesino della provincia di Lucca, sotto il segno dello Scorpione: 14 novembre del 1942. Nell’ agosto del 1982 con le protesi al seno comincia la sua trasformazione, nel mentre una vita in lotta. Negli anni 60 in lotta con la polizia per le parrucche e i vestiti da donna, travestirsi era reato, lasciato in dote dal fascismo. In via delle Cavigliere 19 erano di casa le retate, lei era nota come Via con il vento. In quegli anni ha passato tante notti al “fresco” a spiegare… Negli anni 70’ arrivano l’eroina e l’aids, tra overdosi, suicidi nessuno più moriva di mortenaturale.

Poi si passa agli anni 90’ con l’immigrazione clandestina gli scippi e la microcriminalità.

Nel 2000 il sindaco Vincenzi provò a buttarla fuori con altre che lavoravano sulla strada, ma ci fu l’intervento di Don Gallo, con cui nacque una profonda amicizia. La storia di Rossella Bianchi si snoda nel ghetto di Genova, quello delle Lanterne, dove vive la comunità trans più numerosa. Le sue avventure sono narrate in un libro “In via del campo nascono i fiori”. Duecento pagine dense, gli amori, i viaggi, difficoltà con i documenti. Una volta a Cuba fu rispedita indietro: la foto del ragazzo in giacca e cravatta non corrispondeva a lei. Nel 1991 in Brasile conosce Eliseo. Insieme hanno festeggiato le nozze d’argento.

Rossella Bianchi è credente e vorrebbe incontrare il Papa, anche se il rapporto con la religione non è stato facile. Dal prete che in una sala parrocchiale la molestò al viaggio a Lourdes dove una zia la portò per “farla guarire”. Si ritiene fortunata: nessun elettrochoc in voga al tempo per “guarire”.Fece pace con la religione grazie a Don GALLO. Attraverso la lettura dei libri di Rossella Bianchi è possibile ricostruire la lunga strada delle lotte per combattere pregiudizi, ma è anche la lettura del calvario, del dolore e delle sofferenze.

Rossella Bianchi è ancora oggi tutta da scoprire. In rete circolano diverse sue interviste e cura la sua pagina.