Ti ho amato come un cieco che non riesce a godere della tua bellezza,

come i sogni usciti dal castello di una fiaba, dal principe che promise felicità e amore eterno alla fanciulla di basso rango.

Ti ho amato nel bel mezzo di un sisma interiore, quando le imperfezioni facevano a botte con le tue sicurezze.

Quando lenivi ogni tristezza ma, io sfuggente, la rinnegavo.

Quando ti delusi senza rendermi conto di ferire me stessa,

quando mi aggomitolai fra le mie ali spezzate, escludendoti, dove persino il soffio del vento si tiene alla larga e la luce non osa filtrare.

Nella purezza di un cuore contaminato dai troppi sbagli, traboccante d’amore e di gesti.

Un cuore solitario, che m’appartiene e non mi comprende,

ma alle volte in grado di volare alto.

T’amo ancora nel modo in cui si amano i respiri,

dei quali non potresti fare a meno, con il mio cuore maldestro, inidoneo, ignorante,

ma vero.