Dolore eterno

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Lo sentivi, lo percepivi,

quel freddo gelido

pervadere i tuoi pensieri

congelare le tue paure

creare un vuoto, incasinato,

forse per i mille dubbi

sul valore del tempo,

sull’importanza dell’amore.

Tempo, tempo, caro tempo

Chi sei? Forse una potenza, un sovrano, una forza

immortale, intoccabile,

incorruttibile, immutabile,

che va avanti da sempre…

Ma sempre, quanto è sempre?

Ti perdi nel cercare l’inizio

così lontano, quasi inesistente

per te che sei così effimero.

Eppure, c’è qualcosa, o qualcuno

che ti fa onore, ti dà un senso.

Forse l’amore,

che rende magica ogni atmosfera,

piacevole ogni istante,

ammirevole ogni desiderio di rinascita,

di rivincita,

come una fenice che risorge dalle sue ceneri

e splende di luce propria,

dannatamente unica;

ma poi rammenti,

quell’inevitabile destinazione,

quel vuoto imprescindibile,

da cui fuggi,

cerchi di metterti a riparo

ma non puoi, non ci riesci.

In quegli attimi,

resi eterni dall’amore,

ti sforzi per trovare una via d’uscita

per vedere quella luce, che rende

la notte, inesorabile compagna,

meno paurosa,

privata del potere che ha di tormentarti

senza il tuo permesso.

Ma è lei,

tesoro di sogni irraggiungibili,

a detenere le chiavi della realtà,

a concedere quei doni,

resi speciali dalla vita,

che alla fine,

con un semplice sospiro,

essa distrugge.

E quindi tu,

debole davanti a lei,

cammini,

percorri quella strada,

forse nascosta agli altri,

ma a te visibile,

ora che hai chiuso gli occhi.

E provi dolore,

dolore eterno,

dolore che credevi intangibile,

ma che ora hai raggiunto ed hai paura;

ma non devi e non provare

a dimenticarti del presente,

pensando a lei,

tramonto della vita.

Sai che non è niente in confronto all’amore.

E quindi sorridi,

davanti a questo inevitabile arrivo,

perché prezioso,

incantevole,

nonostante tutto,

ma reso inaccessibile dal tempo,

perché in fondo, non si muore mai.

Nelle parole,

nei ricordi,

nei pensieri,

ritroverò sempre quel dolore eterno

che mi hai lasciato.

COMMENTO:

Con questa poesia vogliamo dare a chi legge l’immagine di una dura lotta tra la morte, il tempo e l’amore, tre entità enormi, colossali, di un’importanza centrale e fondamentale nelle nostre vite, dalle quali noi dipendiamo, e alle quali noi rivolgiamo domande, quesiti, in cerca di risposte, per consolare e confortare i nostri animi. E allora sorge la domanda: È possibile associare l’eternità al dolore? In caso affermativo significa che evidentemente questa sofferenza non ha davvero età, questo vuoto lo sentivi, lo senti e lo sentirai per sempre. Ma di fronte a una consapevolezza del genere come si può vivere? Allora presentiamo l’amore, declinabile in tutte le sue forme ed espressioni, come una “luce unica”, in grado di colmare quell’immenso vuoto. L’idea di amore viene quindi dipinta come mezzo per eliminare il concetto di estrema piccolezza della nostra esistenza e quindi forse della sua inutilità. Perciò, in conclusione, nonostante la certezza di una morte, protagonista della nostra poesia, della quale abbiamo cercato di analizzare le multiple sfaccettature, vorremmo far passare il messaggio del tempo, come custode di momenti, sensazioni ed emozioni che la morte non riuscirà mai a portarci via.