I canti dell’animo umano

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Elettrica passione

Elettrica passione, voltaggio di un’ amore,
come un’insieme di circuiti porti energie al cuore

Elettrica passione, filo conduttore,
catena di una vita che regala sentimenti

idolo nel vento

Eolo, oh dio del vento,
come un’ idolo vorrei incarnarmi
nel silenzioso e languido brusio del tuo dolce respiro

la montagna

Imponente Montagna ,
tu parli al piccolo uomo,
cullandolo come una madre ama e stringe il suo pargolo

Imponente Montagna,
fai perdere l’insicuro uomo,
tra le suggestioni e gli odori delle tue valli incantate
facendogli trovare un’iperbole d’infinita serenità

storia

Perdendo la mia storia tra le strade di una via ,
la ritrovo camminando lungo una dissestata ferrovia,
su cui passa il treno dei mie dubbi
col vagone dei suoi perché

IRLANDA

Celtica terra di druidi padroni,
coste disegnate con rocce a scaglioni

RICORDO DI UN’ESTATE

Ricordo di un’estate,
fra primule bagnate
da una tiepida pioggia ,
dal sapor d’addio

Ricordo di un’estate,
la spuma del mare bagna il viso,
la brezza leggera del vento accarezza un tenue sorriso

SCELSI

Scelsi di volar libero nei boschi dell’esistenza,
con le ali di un condor a caccia di veri ideali,
nutrendosi di veri sentimenti umani,
come un rapace in cerca di una sua identità

MOMENTO

La natura sa d’incanto ,
ed è magico il momento

Un pettirosso soavemente gonfia il petto,
un gatto scivola lungo le rosse tegole d’un tetto,
l’ape operaia vive il suo lavoro,
e l’odore dei fiori si unisce al soave profumo d’alloro
Cogli uomo miserabile il senso divino del creato

LA GINESTRA

Penzolava la ginestra,
danzando si muoveva
lungo l’uscio della finestra

Penzolava la ginestra,
con il sinuoso ventre di una principessa persiana,
lasciandosi andare con eleganza suprema

Penzolava la ginestra,
muovendo il suo corpo,
e con fare disinvolto,
attirava a se la piccola ape cortese

OLTRE IL BUIO GLI OCCHI
DEL SIGNORE

I ricordi di quel giorno,
in un brano che senza ritorno ,
segnava l’anima

Chiudendogli gli occhi ,
quell’uomo non sapeva se li avesse riaperti,
un colpo al suo esile corpo,
un’assordante botto,
ma l’uomo ascoltava nel suo cuore lo spirito del signore

Ricordi nulli e sbiaditi,
gente e folla ormai lontani,
ma il signore prese l’uomo per le mani

PIANGEVA DISPERATO

Piangeva disperato ,
sulle ombre del passato,
su una vecchia storia dal sapore addormentato

Piangeva disperato,
come un fiore appassito
col polline succhiato

Piangeva disperato,
l’uomo ormai invecchiato,
lo specchio rifletteva la sua immagine sbiadita,
il tempo aveva aperto l’ennesima ferita,

Piangeva disperato,
l’occhio dell’uomo mai sorpreso,
alla vecchia come un piccolo bambino indifeso.