La demonizzazione della famiglia

Ciò che è importante capire è che il riconoscimento del matrimonio gay è in realtà solo una tappa verso l’abolizione del matrimonio in quanto tale.

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La demonizzazione della famiglia

Valori e Tradizioni di Nico Colani

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Introduzione di Andrea Donniaquio

Le Lobbies Contro La Famiglia.

Abbiamo notato tutti che, senza nemmeno doverli far viaggiare, gli lgbt in favore del Ddl Cirinnà hanno portato nelle rispettive piazze di appartenenza poco meno di cinquantamila persone. Quando sai che in piazza non riusciresti a portare due milioni di persone, ma nemmeno uno, ma nemmeno poche centinaia di migliaia, capisci che devi cambiare strategia per dare forza ad una proposta di legge che non ha consenso perché non ha buonsenso.

San Tommaso d’Aquino scrive:

“La legge umana intanto è tale in quanto è conforme alla retta ragione e quindi deriva dalla legge eterna. Quando invece una legge è in contrasto con la ragione, la si chiama legge iniqua; in tale caso cessa di essere legge e diventa un atto di violenza”.

E allora si ricorre ai VIP, che molto spesso ricoprono il loro ruolo di cantanti, attori, scrittori, giornalisti, presentatori, sportivi etc…, non per mera capacità, ma perché messi lì dalle lobbies che poi puntualmente li utilizzano per suggestionare le masse sui diversi temi etici. Come vere e proprie banderuole, per mantenere il successo, sono pronte a sostenere qualsiasi causa, anche rinnegando e smentendo sé stessi in precedenti dichiarazioni.

Ciò che è importante capire è che il riconoscimento del matrimonio gay è in realtà solo una tappa verso l’abolizione del matrimonio in quanto tale.

Non a caso a sostegno di tale campagna ci sono le leader dei movimenti femministi radicali che negli anni ’70 inneggiavano alla fine del matrimonio.

Andrea Donniaquio

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La demonizzazione  della famiglia

di Nico Colani

Nell’introduzione al mio testo come scritto dall’amico Donniaquio, vi è una perdita di valori in quanto le lobbies sono avvicendate alla distruzione della famiglia e di conseguenza del matrimonio, ma il decadimento avviene in ogni genere. Dalla fede, al rispetto, e ai doveri verso i propri cari specie quando raggiungono una certa età rischiando di diventare un peso nonostante aver accudito i pargoli a suon di biberon e cambi di pannolini, e ad averli supportati nei loro momenti critici ed esortati a condurre una strada giusta. Ecco che molti figli dimenticano tutto questo. Ciò accade anche da parte delle istituzioni che dovrebbero avere più attenzione verso gli anziani.

Anche le tradizioni del Natale vengono rinnegate da molti per i quali rappresenta solo un modo di commercializzare la materia, senza neanche chiamarlo più Natale.

Infatti, in alcuni esercizi commerciali spesso si riferiscono al Natale nelle loro pubblicità come la festa delle feste, o peggio ancora, da qualche anno a questa parte anche gli uffici postali hanno avuto ordine di evitare di esporre qualsiasi ornamento natalizio (non so se questa è stata una iniziativa nazionale o solo di qualche direttore). Anche nelle scuole ci sono iniziative di alcuni insegnati o di qualche preside, prese al fine di evitare di pubblicizzare le festività ad indirizzo religioso per non turbare la minoranza.

Assistiamo a un cambiamento ingiustificato del tessuto culturale italiano che pare più una moda dettata da un lavaggio del cervello programmato già da tempo che una libera decisione dettata dal buon senso.

Tuttavia tra tutti i cambiamenti, si nota questa lotta per il genere, ovvero per il diritto di quelli che provano disagio nell’assumere il genere sessuale con il quale sono nati, di voler porsi al di sopra della natura e, di conseguenza al di sopra del resto degli uomini. Un desiderio prepotente e violento perché intento a voler annullare l’identità genetica di chi non è come loro solo per soddisfare un folle desiderio narcisistico e renderlo socialmente accettabile.

Ma perché tutto questo avvicendarsi?

Fino adesso ci sono state persone che hanno convissuto la loro vita assieme alla persona dello stesso sesso, e tanti si sono tranquillamente inseriti sia nel mondo del lavoro che in quello sociale. Perché continuare a far scatenare il finimondo addirittura arrivando a toccare i simboli sacri? Creare manifesti blasfemi, oppure come alcuni che si definiscono artisti, improntare delle mostre con la figura del Cristo in perizoma leopardato e sostituendo la scritta sulla croce INRI con LGBT? Ci si continua a domandare il perché di questa blasfemia, pensando che forse l’irriverenza possa definitivamente metterli sul piedistallo?

Ma a cosa serve tutto questo? Perché queste persone non vivono la loro condizione con serenità invece di fare violenza psicologica sulle persone che non sono della loro sponda?

Adesso arriva anche la Sanità Pubblica che prende a cuore il desiderio di cambiare sesso con il farmaco che prepara al futuro cambiamento di genere, la triptorelina, che viene anche somministrato a spese della Pubblica Sanità. La cosa tragica è che se ne fa anche dottrina ed è grave che se ne parla ai più piccoli creando loro confusione e disagio.

Purtroppo le varie associazioni che si prodigano di educare le nuove leve non sono isolate solo in Italia ma sono presenti in molti altri paesi del mondo. Questo fenomeno di massa sta prendendo piega, quindi si evince che caste sponsorizzate stanno lavorando per un cambiamento radicale della società, e come già scritto nel mio articolo “FEMMINILIZZAZIONE MASCHILE”, si è creata una macchinazione per femminilizzare l’uomo, e direi che ci stanno riuscendo molto bene considerando che la comunità gay rappresenta poco più dell’ 1% della popolazione.

Abbiamo politici come la Boldrini e la Cirinnà e la sindacalista Camusso che si stanno prodigando a manifestare contro la famiglia tradizionale.

Non ci trovo nulla di sensato, a meno che il loro accanimento sia mosso dal bisogno di acquisire crediti e i voti dei migranti e di quella parte di persone che si sentono esclusi dalla società per le loro tendenze, per il loro essere gay, lesbiche e trans. E delle femministe che si presentano nel loro sito come Transfemminista? Penso che tutto questo sia una farsa del nulla; la vita è prioritaria e le famiglie colorate non possono progredire e alimentare una società, ma possono convivere serenamente senza discutibili manifestazioni di gay pride, convivendo serenamente facendosi accettare senza fare rumore, come del resto ci erano quasi arrivati, ma questo non gli è bastato.

Ora le lobbies devono dare battaglia alla famiglia tradizionale, non gli basta più essere accettati, vogliono imporsi, e di conseguenza inizia l’antipatia.

Ma ancora una perversa opera la stiamo vivendo adesso con la demolizione della famiglia considerata arcaica, e fare dei figli, definita un’usanza fascista. Questo voler eliminare il valore del matrimonio considerato una forma rozza e avvilente dell’accoppiamento sopratutto per la donna, porterà a cosa se non a un profondo odio per l’umanità?

Tutto questo lo gridano quelle assatanate femministe che portano avanti lo slogan NON UNA DI MENO. Mi chiedo, anche queste cosa vogliono? Qual è lo scopo della presa di posizione di 400 docenti e ricercatori/trici dell’Università di Verona che firmano un documento contro le tesi degli organizzatori del simposio come “Verona Transfemminista”?

Nel sito si presentano come ricercatori e docenti dell’Università di Verona, che si occupano della biologia e dell’esperienza umana da un punto di vista psicologico, filosofico, pedagogico, antropologico, sociologico, di teoria politica, medico, biologico, statistico, giuridico, storico, linguistico, economico. Sono persone diverse per età, genere, origine, convinzioni politiche, fede religiosa. Sono accomunate dalla passione per la ricerca e la conoscenza, e si riconoscono in una comunità professionale che ha precise regole scientifiche ed etiche sulla produzione e diffusione del sapere.

Questo mi sembra un caso di braccia rubate all’agricoltura.

Cosa vi cambia la vita, se il resto del mondo non la vede come voi ? Lasciate vivere le persone come vogliono, non fate figli, non sposatevi, andate a trans, ma chi ve lo impedisce?

Vi pare normale che studiosi perdano tempo e si arrovellano per portare avanti questa battaglia contro la famiglia? Contro il matrimonio? Ma cosa vi frigge nel cervello?

Vi rendete conto che se non fosse per la vostra famiglia formata da una padre e da una madre non sareste venuti al mondo?

Tutto questo è un voler soverchiare tutte quelle Tradizioni che tante persone amano, tradizioni scaturite dalla nascita di famiglie i figli che danno un senso e una continuità alla vita. Infatti in tutto questo vi è una contraddizione: si propaganda che servono migranti per un calo di natalità in Italia, e dall’altra parte, si propaganda il voler mettere fine alla famiglia tradizionale. Qualcosa non quadra.

Altra cosa che mi ha destato stupore da parte delle femministe che parlano delle violenze sulle donne, piaga tremenda che non cessa, è che non si parla specificatamente anche del fenomeno delle violenze sulle donne perpetrata da migranti. . .

Insomma tutto è chiaro e politicizzato, alla fine una marea di persone seguono un corso predefinito su come capovolgere degli equilibri che sono le basi di uno stato sano e laborioso.

Tutto questo impegno lo vedrei impiegato invece su come aiutare le donne in difficoltà quando ci sono persone con degli squilibri, ma non demonizzando la famiglia.

Sappiamo bene come è la legge attuale, fino a che una persona non si macchia di sangue, le forze dell’ordine non agiscono più di tanto, ma sappiamo benissimo che una donna percossa più volte può portare a qualcosa di tragico, quindi perché non trovare un modo come fermare efficacemente la persona che non sta bene di testa? Quante donne sono state uccise nonostante segnalazioni e denunce? Su questo bisogna lavorare, perché non è la famiglia che crea queste situazioni, ma sono le persone malate, drogate di sesso, e di sfrenato narcisismo.

Quindi basta con queste guerre, fate la vostra vita come gradite e smettetela di imporvi con i vostri credi; nessuno vi impedisce di essere chi volete. Lasciate stare le persone e soprattutto i bambini.

Viviamo con le nostre preferenze con il rispetto degli altri e basta.

Questo desiderio di voler distruggere tutto ciò che vuole essere diverso da voi mi fa pensare…e mi chiedo: chi sono qui i veri discriminatori, o meglio i veri violenti?

Sosteniamo la famiglia e i figli per una società sana e pulita, propagandiamo la libertà di scelta soprattutto se questa è allineata con il genere naturale dell’uomo.

La demonizzazione della famiglia

Valori e Tradizioni di

Nico Colani

ELABORA . PENSIERI:

http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright