Accoglienza? Ma siamo sicuri di fare la cosa giusta?

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La UE si indigna al blocco degli ingressi dei migranti in Italia, si indignano altri Stati, associazioni varie danno addosso al nuovo governo indispettiti anche loro, e le coop e tutti i personaggi che ci lucrano attorno si indignano e fanno muro, poi per non parlare del PD e dei cittadini convinti che necessità accogliere per il loro bene, e per il bene dell’Italia.

Le ragioni sono tante e le scusanti altrettanto, come quella che in Italia non si fanno figli. Forse se si curassero di più i valori e tradizioni della famiglia invece che sponsorizzare le varie associazione per i diritti LGBT, tutto sarebbe diverso.

Sono della convinzione che cambiare rotta e dedicarsi alle famiglie e all’educazione dei ragazzi e creare occupazione risolverebbe il problema dell’incertezza, con la conseguenza che una nuova famiglia porta alla nascita di nuove vite.

Anche i bassi valori che contribuiscono i mass media valorizzando la superficialità e persuadendo i giovani che possano fare tutti gli attori e guadagnare con le loro foto sui vari social, crea una mare di disagiati che alla fine non concludono nulla nella vita.

La sana famiglia dove mamma è papà sono attenti alla crescita, e non a premiare il figlio somaro con cellulari da 1200 €, o motorini costosi che poi alla fine non vengono apprezzati, ma usati senza rispetto di chi magari a parte qualche benestante ha comprato con sudore per l’amore dei figli, che alla fine fanno un danno invece che incentivarli a farli studiare per inserirsi nella società.

Tutta la soluzione di far diventare grande l’Italia si concentra con l’accoglienza, e guai se si dice che i migranti delinquono e violentano, guai altrimenti sei un razzista.

Ma ormai abbiamo visto tutti il degrado che si è creato a parte chi si vuole tappare gli occhi, chi per convenienza o chi per non passare da razzista, o chi si è rassegnato.

Ma di tutto questo la realtà sta che l’Italia e l’Europa non può essere il contenitore degli africani, ne sono chiari i problemi soprattutto il lavoro non c’è per tutti, e la cosa grave e che quelli che lavorano in nero nei campi vengono sfruttati in modo incivile, e poi dicono che gli italiani non vogliono fare certi lavori. Su questa affermazione ci si deve soffermare a riflettere, infatti conoscendo le condizioni di lavoro che fanno fare a questa gente soprattutto nel sud e come dire che le condizioni di lavoro dei migranti siano regolari.

Altrimenti si dovrebbe dire gli italiani non vogliono lavorare in situazioni disumane e sotto pagati.

Agli scettici consiglio di andare nel sud e vedere con i propri occhi.

Da non dimenticare che aziende pubbliche di vaste dimensioni Europee nel settore navale da lavoro ad una grande percentuale di extracomunitari, ma non certo per la qualità del loro lavoro ma del basso costo e del fatto che sono assunti solo per un certo periodo, ovvero finita la nave finito il lavoro, quindi perché si vogliono i migranti? Per aiutarli oppure per speculare sulla mano d’opera?

Ormai si sentono ragioni più disperate, ma non si sentono da certa direzione il lamentarsi dell’aumento degli spacciatori e violentatori africani, questa cosa è sconcertante il tapparsi gli occhi e le orecchie.

Se volessimo parlare del danno che hanno fatto negli altri stati potremo scrivere per ore, ma basta andarsi a cercare notizie di come si vogliono imporre in Belgio gli islamici, e di quante violenze hanno subito le donne e continuano a subirle, anche in Germania le violenze sessuali non mancano, ma forse non giungono le notizie, ma basta cercarle e si trovano per farsi un’idea, ma il problema non è solo negli stati citati oltre il nostro, il danno è vasto.

Un fallimento completo per l’Italia e tutta l’Europa.

Accogliere le persone per rinchiuderle in un recinto e dargli vitto è alloggio e due euro circa al giorno per le spese personali, non è un modo che può avere successo, soprattutto su giovani migranti che vengono da paesi dove il poco rispetto per le donne e buona parte di loro senza scrupoli di guadagnare qualcosa senza remore, facili prede delle mafie e associazioni a delinquere di tutte le specie, dalla prostituzione, allo spaccio, alla falsificazione, ecc, ecc.

Situazione che si riflette con l’intolleranza di chi ci vive attorno, certamente chi ha creato questo danno, tra faccendieri e politici non vivono nei ghetti che si sono creati, ma ci vive il popolo che di tutto questo non lo voleva, ho magari in buona fede hanno votato il partito del cuore…

In sintesi con l’accoglienza selvaggia si sta facendo del male al popolo e all’economia, e anche a loro in quanto il futuro è incerto.

Ma vediamo l’altra faccia del danno. Un danno che si fa all’Africa perché spopolandola la si impoverisce ancora di più. Perché mancando le forze l’Africa diventa sempre di più terra degli speculatori che hanno interesse spolparla di tutto i loro averi che si estraggono ancora. Multinazionali che fanno da padroni sfruttando tutto quello che si può prendere grazie ai governi corrotti che prendono le mazzette dando consensi ad aziende senza dare nulla al popolo, quindi cosa si dovrebbe fare? Se veramente si ha a cuore che questi popoli crescano devono diventare autonomi, imparare a sfruttare la loro terra e godersi la loro ricchezza, certo è un cammino non facile che si doveva intraprendere 50 anni fa almeno, ma non è mai troppo tardi.

Invece a cosa assistiamo?

Ad un’accoglienza incontrollata con tutti i problemi che sono stati descritti e continuiamo a vedere bambini che muoiono di fame come 50 anni fa. Non si è stati capaci, anzi non si è voluto farli sviluppare. Forse perché con le loro ricchezze fanno paura quindi meglio tenerli nell’ignoranza e sfruttarli nel loro paese e nei paesi che li accolgono.

Inutile fare in piagnistei e straparsi i capelli nelle farse dei buonisti quando muoiono in mare. Inutile inoltre pensare che accogliendoli si salvano dalle guerre. Non è così. Anzi, accogliendoli si stanno uccidendo altre persone nei loro paesi perché saranno sempre più poveri e indifesi. Mentre l’Europa sarà piano, piano sempre più in guerra con persone che cercheranno la loro identità in un paese che non è loro e cercheranno di imporsi creando disagi e disturbi, e terrorismo.

Aiutiamo l’Africa sospendendo l’accoglienza e iniziare a cooperare seriamente nel loro territorio e combattere per ridargli quello che gli spetta, ovvero le loro risorse.

ACCOGLIENZA? MA SIAMO SICURI DI FARE LA COSA GIUSTA?

di Nico Colani

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright