Motivi per preferire i fruttivendoli Nordafricani ai Nostri. (ove di “nostri” ce ne fossero ancora)

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“Per nostra stessa acquiescenza il mondo che conoscevamo ci è cambiato intorno in poco tempo,e non possiamo fare piu’ nulla,se non armarci di santa pazienza..”

Gia’ quindici anni che la mia piccola vita, e quella del mio paesello che fu, fanno i conti coi frutti d’una svolta in divenire. Da un momento all’altro infatti, vedemmo sbucar fuori dai Balcani badanti e muratori, le vocianti famigliole al seguito così fresche di futuro, ad occupare spazi che da tempo non erano più cosi’ affollati. In realtà seguivano ai simpatici polacchi e alle loro bancarelle con icone, buffetterie e utensileria varia dell’ex blocco sovietico.

Ciò quando gli occhi delle entreneuses, venute “dalla Russia con amore”, già avevano ammaliato tanti baldi scapoloni di provincia, nella penombra galeotta dei dancing.

In uno di questi, ora, c’è l’ennesima frutteria degli immancabili, scanzonati, giovanotti magrebini dalle maniere esplicite e dirette. Tutt’altro che formali, trattano i clienti (sopratutto donne) non lesinando una certa irriverenza, alla quale (qui da noi) posson dar sfogo senza rischiare coltellate, e in ogni caso senza sottostare a filtri etici. E senza filtri sono quelle sigarette artigianali, dall’aroma pepato, di cui pare facciano un grand uso..(Ma quanta nuova gente.!) Vivacissima..estrosa, a volte quasi incontenibile..s’è succeduta negli ultimi vent’anni dai tre angoli di mondo! Rappresentano essi, quella famosa linfa, con cui i governi ripararono alla desolazione cui si stava andando incontro.

(Qualcuno,col senno di poi, la chiama pace..)

Ora però, certe falle sembrano ben tamponate, se è vero che al contrario, la disoccupazione dei nativi ha raggiunto cifre allarmanti, tanto che molti fanno la fila alle mense, o vivono in automobile, inferiormente a tanti immigrati che (ne conosco più d’uno/a) godono di doppio lavoro tutt’altro che da scartare (barista-commessa/giardiniere traslocatore/impiegato-elettricista). Al guadagno, v’é una società dagli organici garantiti, con tanti “nuovi” che pagano le tasse, contribuendo al traino d’una società multicolore il cui scotto è un maggiore affollamento, competizione a ritmi sostenibili solo per chi sia giovane, incertezza e diffidenza diffuse. Una società senz’altro più egoista e meno libera, rispetto a com’era prima della legge Martelli. (Ricordo molte meno recinzioni, in tutti i sensi..)

Ma è cretineria pura solo pensare si potesse evitare.

Indietro non si puo’ tornare; si è al punto della convivenza in cui tutti i potenziali pregiudizi (male assoluto) si soffermano ormai piuttosto sulle parvenze individuali, che non sulle nazionalità: gente bianca e gente scura. E, in seconda battuta, più precisamente, “benestanti” e “trasandati”. Non esistono bianchi e neri, occidentali o mussulmani: siamo tutti uguali noi ricchi! Anche nello spirito. Il benessere  morfologico da sempre è lasciapassare per l’universo dei tollerati, nel cui pacchetto è compreso il privilegio d’essere invece, se si vuole, intolleranti. Poter storcere il nasino, a distintivo della nuova condizione: atteggiamento necessario a non essere scambiati (hai visto mai..!) per “altra gente.”

(“Chii? Straniera io?! Ma ki ssei mata? !Io sono più italiana di te,amorre..!”)

Ovviamente, se il bell’apparire s’accompagna a caratteristiche ariane, a noi più familiari, corredate dagli status symbol che all’osservatore danno tanta sicurezza, è meglio. . Non come invece il volto stanco, infelice e scontento del neo-proletariato misto, Italici in primis. Poiché è intuitivo, che il lusso sia sintomatico di non bisogno, e chi lo sfoggia avrà meno ansia di depredare il prossimo. (O no?)All’opposto, apparenze levantine, pelle inaridita dal sole e tratti adunchi, o camusi, risvegliano atavici ricordi, dall’attualità tristemente rinnovati. (A quanti è capitato d’essere scambiati per stranieri, e per questo attenzionati?)

O, colmo dei colmi, ricevere sgarbatezze da stranieri sospettosi, preoccupati che si volesse invadere il loro spazio?

O addirittura da stranieri dal passato equivoco, bravi ad accaparrar piangendo, ma una volta “accasati”, dimostratisi subito intrattabili, intolleranti, intransigenti e meschini?Ad ogni modo, rivalse personali o istanze collettive nel senso identitario, le rivendicazioni “anti-invasione”, perdono di senso dinanzi al moto perpetuo dell’Umanità e della Storia, che ci stanno travolgendo senza che possiamo farci nulla, specie da dentro al breve arco d’una vita sola. Cosi’ come l’afflusso dei gommoni sarà inarrestabile, fintanto che i due grandi, con Turchia e Cina, non verranno a patti per una soluzione in Siria e medio oriente, e finchè in Libia non si insedierà un regime stabile, gradito da più parti.

Pur rappresentando essi un’emergenza che alla lunga dissanguerà l’erario, non è ammissibile però il disprezzo che la destra fomenta contro “quelli dei barconi”.

Che non sanno neppure perchè si siano ritrovati qui da noi, ne’ probabilmente han coscienza del perché propriamente siano al mondo! (Già, che sfugge spesso anche a molti di noi più fortunati). Negretti e negroni, fra cui giovanissimi, come lo sono spesso siriani ed afghani, partono a rischio della vita, o già spacciati, se è vero come sembra, che su d’essi si profonda a piene mani, quando serve, anche per il traffico d’organi. “Rifugiati”, non emigranti, la maggior parte vengono dalla fame nera, dai massacri a colpi di machete, dai “pogrom”, dalle bombe che dilaniano famiglie: non è l’opportunismo pur legittimo di chi, come tanti che li hanno preceduti, parte per conquistarsi il benessere.

Casomai, bisogna odiare chi li spinge fuori dalle proprie terre per ingolfare l’Occidente, con un’ARMA DEMOGRAFICA, con cui si sfianca il bersaglio per poterlo poi trovare indebolito. Sempre al riguardo, non possiamo veder strillare “all’invasore”, anche e senza molto pudore, molti stranieri ormai in odore di cittadinanza, e per questo dalla memoria corta. (Ma come al solito sveltissimi a prendersi la prima fila, anche stavolta. ) Si perdoni, ma se si è dovuto accettare LORO, fino ad oggi. Beh!”Ricacciateli a mare” lasciamolo dire magari ai Leghisti, che lo stanno urlando da vent’anni.

Agli stranieri, o ex tali, si conceda tutto quel che si sono guadagnati, come la cittadinanza.

Ma per favore, lascino ad altri il copyright dell’indignazione. Favoriti dai partiti, han trovato in essi i patrocinanti che oggi li contendono, in quanto potenziali bacini di voto. Il centro destra DC, poi berlusconiano, strizza l’occhio all’Est Europa dacché Chiesa cattolica e connessi, spinsero per “aprire” alla Polonia, quindi al sudamerica. Essendo stata la sinistra storica antistatunitense, la sua forma odierna guarda invece con certe proprie aspettative al mondo islamico, cosi’ che i frutti del cambiamento inevitabile (buoni o meno che siano)sono immancabilmente già ratificati. Indietro non si tornerà, perché in gioco vi sono interessi di potere, anche economico, troppo più in alto del pensionato, o del semplice commerciante atterriti dalla realtà sociale. Tuttalpiù è concesso il DESOLANTE CONTENTINO di potersi armare, per poi poter sparare agli aggressori “ai sensi della legge”!

Per la mia piccola parte, posso testimoniare che prima di cosi’ tante nuove presenze, pur non facilissima, la mia esistenza era priva di sorprese.

Perché la società stessa era meno sotto pressione;la gente un poco più tranquilla e ragionevole(meno incattivita!!) Almeno in provincia v’era tempo e cuore per tutti! Oggi (ma da parecchio) chi è preposto a farlo, ha ancora carità, ma NON più carità sincera, ma qualcosa che s’avvicina all’ordinaria routine. Uffici del lavoro, centri d’ascolto, Pronto Soccorso, consultori famigliari, perfino nelle sacrestie il personale deve far fronte ad un aumento crescente nel numero, e nella criticità dei casi umani. Le richieste relative sono più difficili da soddisfare, con la pazienza che viene messa a prova, con pregiudizi generalizzati da entrambe le parti. Sentimento ed ideale sono sfiancati dall’emergenza ininterrotta cui far fronte; d’altro lato, il rapporto fra autoctoni ed immigrati, è riconducibile anzitutto all’INTERESSE (scambievole).

Parlo per esperienza diretta.

Nessun che d’ideale, ma mero interesse. Il sentimento e l’ideale vengono casomai con la tranquillità economica. Non serve scomodare la cronaca addirittura. Che, non fossero crollate la Cortina di Ferro ed altre, avremmo quasi dimenticato, almeno certi fenomeni, come retaggi d’un Italia ancor povera e arrabbiata. No. non si può proprio disprezzare le genti dei barconi, fra cui molti giovanissimi, se abbiamo accarezzato tutti gli altri. !Il vecchio adagio dell’immigrato che sostituiva i giovani ambiziosi e incontentabili, non è più valido da tempo, e non lo è mai stato se non per la maggioranza abbiente.

I disagiati storici, o i poco acculturati, loro si. che devono confrontarsi con gli agguerriti concorrenti sin dalla prima ora!E sgomitar di fianchi ad ogni nuova “ondata”.

Per chi vive agiatamente è questione di sicurezza pubblica, come più o meno per tutti. Ci si lamenta del decoro urbano, visivo;i borghesi si indignano perché gli stranieri sporcano, lasciano bottiglie in centro intorno ai luoghi del passeggio, e perché le loro prostitute sono spesso all’origine di certe risse rumorose. Peccato. che fra i nostri (giustamente) indignati, vi siano anche molti che guadagnano eccome, sopra queste persone: anzitutto su prostitute e magnaccia al loro seguito, cui affittano a caro prezzo(spessò’a nero”)appartamenti e locali, ben sapendo i commerci cui vengono adibiti. Nelle città il problema è ovviamente più sentito, sia per gli alloggi, che per un posto da precari.

Persino la piccola malavita, in qualche caso, ha dovuto adeguarsi e scendere a compromessi, o mandata in pensione anticipatamente da nuovi delinquenti d’oltre frontiera.

Come probabilmente altri, sento che la vita mi ha doppiato quando vedo farsi largo, con spavalderia, la seconda generazione di genti comparse anche umilmente, solo una quindicina d’anni fa. Alcuni vidi appena giunti “con le pezze” e il naso colante(si fa per dire) chiedere e ottenere. Poi però, lasciarsi allo sprezzo gratuito non appena accasati(!) Razzismo e xenofobia sono irrazionali perché prendono di mira a priori, senza dare all’altro possibilità di farsi conoscere. Ma se i casi provati costituiscono il 90% delle esperienze avute, tu cominci certo che si a profilarti una statistica e farti delle convinzioni. Il disappunto interetnico è inquadrabile in una lotta di spiriti. (C’è anche la polemica delle diverse etnie verso gli italiani nonché fra di loro. battaglie identitarie le portano avanti gli stessi nordafricani, latinos, indù, cinesi)

Le migrazioni hanno portato con se Spiriti d’opportunismo, anche utilitarmente cinico e comunque molesto anche quando non si scade nella cronaca. E’ stata mossa la staticità sociale delle nostre comunità, ad una cernita fra deboli e  forti. Fra ingenui e opportunisti. Poco importa chi c’era e chi è arrivato.

Ogni residua rivendicazione personale sfuma però ulteriormente quando penso che, di tal passo, nella prossima vita ci sia un’alta probabilità di reincarnarsi figli d’immigrati. E allora, avremo un altro punto di vista, e diverse giustissime ragioni da difendere. E’ con questa certezza, che ti arrendi al rinnovarsi dei corsi storici, che per il solito smarrimento di memoria, fra mezzo secolo si ripresenteranno con stupore di molti. I miei amici hanno sposato quasi tutti persone d’altra nazionalita, ‘ e qualcuno è giàin via di separazione, come del resto sarebbe da statistica. Siamo superati: fra 15/20 anni certe rivendicazioni non troveranno più nessuno ad ascoltarle, se non forse appunto gli irriducibili e gli ex-stranieri dalla memoria corta.

Loro sono fra noi. “Loro” sono già “Noi”.

I partiti lo sapevano e per questo se li litigheranno. Quelli cui penso, vidi coccolati da tutti, paesani provinciali bisognosi d’amicizia e novità. Nelle parrocchie, nelle Caritas, nelle comunitàd’ogni  genere, si spianò la strada perché avessero a far da seguito, con mansioni subalterne, a chi “contava”. A volte, almeno nei piccoli centri, coadiuvati/(. e) dai militi locali, anch’essi più che mai bisognosi d’affetto. Dai sindaci in giù, i paesani brava gente stendevamo un tappeto fiorito, lasciando che tanti ospiti prendessero posti d’onore nel cuore di tutti.

Ma l’idealizzante entusiasmo non trovava ugual sintonia da parte loro, alcuni dei quali, persa la maschera, ammisero che questa era per loro una terra d’opportunità, popolata da molta gente per lo più troppo fortunata per non essere indegna.

Cui soffiare il posto di sotto il sedere è legittimo! In forza (dico io) d’un riscatto terzomondista, che evidentemente ognuno s’aggiusta alla meglio per le proprie esigenze. ! Alla prima occasione buona, gli ultimi arrivati, dimentichi delle regalie ricevute, cortesia compresa, malcelando un cinismo inaspettato, fecero “le scarpe” a diversi di noi, dimostrandosi tuttaltro che umani con deboli o anziani, o con altri ospiti meno fortunati di loro. Esibendo abilità diplomatiche, magistralmente completate nell’arruffianarsi ora a questi ora a quelli, in esemplare applicazione del più famoso “divide et impera”. Che è riuscito benissimo! Ma ora, in pieno regime d’apertura e globalizzazione, come i loro nonni, molti nostri figli stanno a loro volta già emigrando;ragion per cui, con giovinezza, capitali ed incoscienza, si potrebbe allora emigrare. ma “al contrario”;non al nordeuropa già intasato, probabilmente invece in Romania!

LORO QUA. NOI DI Là?

Sulle orme delle svariate aziende che, come è noto, han preferito quel regime fiscale al nostro. Fra l’altro, per chi non lo sapesse ancora, non ostanti i pregiudizi, questa è invece la seconda nazione europea (preceduta dalla piccola e montuosa Slovenia) più al riparo dai furti in abitazione. Un dato sulla cui interpretazione, i più smaliziati non esiteranno certo a sbizzarrirsi!