Perch’io t’abbia guardato di menzogna

Là dove il poeta esprime tutta la manchevolezza ingrata delle parole e dei sospiri

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Perch’io t’abbia guardato di menzogna
a mio podere et honorato assai,
ingrata lingua, già però non m’ài
renduto honor, ma facto ira et vergogna:
ché quando più ’l tuo aiuto mi bisogna
per dimandar mercede, allor ti stai
sempre più fredda, et se parole fai,
son imperfecte, et quasi d’uom che sogna.

Lagrime triste, et voi tutte le notti
m’accompagnate, ov’io vorrei star solo,
poi fuggite dinanzi a la mia pace;
et voi sì pronti a darmi angoscia et duolo,
sospiri, allor traete lenti et rotti:
sola la vista mia del cor non tace.

– là dove il poeta esprime tutta la manchevolezza ingrata delle parole e dei sospiri, al cospetto della sua amata, alla quale parla “solamente il mio aspetto”, che non può celare nulla –

‘Perch’io t’abbia guardato di menzogna’

di Francesco Petrarca