Tra diete e mode. A mente ricordo che hanno sempre rotto le scatole con qualche alimento, per ragioni sicuramente di interesse, e di terrorismo mediatico.

Ricordo che lo zucchero faceva male, poi dopo un po’, campagne con mega cartelloni che lo zucchero faceva bene al cervello, poi è stata la volta di bandire il pane, poi hanno preso di mira la pasta, hanno continuato con la carne di maiale, poi con il pollo, i formaggi, i dolci che sono spazzatura, ora salumi e carne rossa, e ancora che il vino fa’ male, e di seguito un po’ di vino fa’ bene, e la birra fa’ male poi si scopre che fa’ bene, ma non hanno finito di rompere? E cosa dire dell’olio di oliva finto? Fa’ bene?

Ma basterebbe che si concentrino a fare i controlli, che le produzioni siano senza prodotti aggiuntivi nocivi, e che la frutta e verdura non siano piene di pesticidi, e che le bestie non mangino prodotti chimici per farli lievitare, e che non mangino erba contaminata.

E dei pesci non se ne parla? Non sono contaminati? Fanno male? Fanno bene? Si pubblicizza solo quello che a qualche ente o politico, animalista, o vegano, o vegetariano svegliandosi, dice la sua.

Purtroppo buona parte del popolo abbocca e ingurgita tutto quello che legge senza informarsi e senza ragionare….

Perché non fanno invece una campagna di educazione alimentare dove si dice semplicemente che un’ alimentazione varia di carboidrati, proteine e verdure e legumi è cosa giusta? In base all’ età il peso e il sesso?

Adesso invece ci vogliono far mangiare larve d’insetti e vermi? Ma siamo pazzi o scemi?

Che l’olio di oliva a €3,99 al litro è sofisticato, quindi prodotto da olio di scarto, essenza e coloranti, lo sapevamo già.

Che le verdure italiane doc si coltivano regolarmente su suolo contaminato dalle discariche radioattive controllate dalla criminalità organizzata, lo sapevamo già.

E la carne rossa? Che predispone al cancro lo sapevamo già da 20 anni quando Veronesi annunciò al mondo intero cosa facevano gli ormoni e l’acqua avvelenata che bagna le nostre pianure. Perché allora 20 anni dopo il fatto, arriva il terrorismo ecologico?

Tutto comincia dal cambio della lira quando un governo corrotto e vigliacco non ha saputo proteggere la forza più preziosa che aveva: l’agricoltura e il pascolo. Ha messo in ginocchio l’agricoltore, grande e piccolo che ancora oggi vende al prezzo della lira che la catena alimentare fatta di molte pedine, vende in euro quintuplicato, un’agricoltura soggetta anche al pizzo della criminalità organizzata, un’agricoltura abbandonata dal governo protezionista di sé stesso..

La carne rossa è cancerogena, certo, soprattutto quando viene in quantità “da monopolio”, a prezzi bassi perché alti gli ormoni e veloce la crescita dell’animale.

Allora il governo che deve accontentare le varie caste con interessi solo di vendere, vendere, a costi bassi e prezzi alti che fa’? Lancia campagne, e così il popolo attento si prodiga a divulgare, che questo fa’ male, questo fa’ peggio, iniziano le mode dei salutisti, le diete macrobiotiche e di conseguenza nascono centri di ritiro, poi si scopre che meglio un piatto di pasta che fa’ bene al palato e alla mente.

Nascono i vegetariani che mangiano verdure e solo frutta, poi ci sono i vegetariani più aperti ad un certo tipo di proteine.

Ma il popolo è ricco di idee. Ecco che nasce il vegano, ma mica un tipo di vegano, quello che non mangia proteine animali di nessun tipo. Poi il vegano di secondo livello, quello che mangia solo frutta che cade spontaneamente dall’albero. Oppure quello crudista che mangia solo il cibo vegano crudo oppure che può essere cotto a non più di 30 gradi di calore. E poi il massimo del vegano, quello che non ha contatti sessuali nemmeno con una persona che non sia vegana per evitare di essere contaminato di mucosa corporea che ha avuto contatto con proteine animali?

Qui la fantasia umana e la speculazione di queste mode diventa esilarante, quindi si da’ il via alle campagne più disparate con conseguenze dell’uno e dell’altro a seconda di cosa si mangia.

Solo le persone più anziane che hanno sofferto la fame posso sbattere la testa contro tutte queste deficienze che si ricorda una malattia per carenza alimentare come la pellagra per esempio, una malattia causata dalla carenza di vitamina B3?

Ma qualcuno ha mai pensato di andare in Africa dove ci sono quei bambini macilenti, tutti ossa e pelle a spiegargli che in Occidente ci sono bande di vegetariani, e meno vegetariani, oppure di vegani di vari livelli, oppure di carnivori che eccedono a cibarsi di carne con poi conseguenze negative?

Ci sarebbe da dilungarsi dei danni di chi usa il cibo in modo errato.

La verità, come quasi in tutte le cose, sta’ nel mezzo, tutto fa’ male tutto fa’ bene, ci vuole solo il buon senso consumare con equilibrio i cibi senza esagerare, evitando di alimentarsi per pigrizia solo di panini, o collazioni con merendine che non saziano, ma che portano a mangiarne più di una per saziarsi, senza rendersi conto di aver ingerito una bomba calorica con un numero di zuccheri elevato.

Ci vuole etica anche nel produrre le materie prime rispettando la natura e la vita animale.

Ci vuole solo educazione per non essere un mondo di scemi, ed un governo attento e responsabile con istituzioni che tutelano sia noi che il nostro ambiente.

Nico Colani – Mi Ripeto, Un Mondo Di Insensati … Alimentazione tra diete e mode.

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright