Come riconoscere l’olio di oliva di qualità, come leggere le etichette e come evitare di farsi fregare dalle contraffazioni dei prodotti originali.

L’olio d’oliva è parte integrante del patrimonio gastronomico italiano ed è l’alimento fondamentale della dieta mediterranea, modello nutrizionale indicato come uno dei più virtuosi (o il più virtuoso in assoluto) al mondo.

Il mercato dell’olio d’oliva

L’Europa è leader assoluto nella produzione di olio d’oliva e Spagna, Italia e Grecia producono, da sole, circa il 70% dell’olio che circola in tutto il mondo. Altri paesi di spicco per la produzione olivicola sono Portogallo, Tunisia, Turchia e Siria mentre Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Cina e Giappone sono i primi per importazioni.

L’Italia è anche lo stato che presenta il maggior consumo di olio d’oliva pro capite, seguita da Grecia e Spagna. Non a caso, la tradizione culinaria dei tre Paesi è stata riconosciuta, nelle sue accezioni di dieta mediterranea, nell’elenco dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità da parte dell’UNESCO già nel 2010 (mentre nel 2013 sono state inserite anche Portogallo, Marocco, Cipro e Croazia).

L’ olio di produzione pugliese è il più diffuso tra le produzioni Made in italy e si configura anche, insieme a quelli umbro e toscano, come uno dei migliori al mondo sotto il profilo della qualità.

La qualità dell’olio

I fattori che influenzano la qualità dell’olio d’oliva sono molteplici: le modalità di estrazione, la cultivar (la tipologia botanica di ulivo), il contesto ambientale, i sistemi di raccolta e conservazione delle olive. Contrariamente a quanto si crede, la tecnica estrattiva gioca un ruolo cruciale ma non è l’unico fattore impattante sulla qualità: ciò spiega perché in altri Paesi extraeuropei o estranei al contesto mediterraneo, nonostante tecniche di produzioni simili alle nostre la qualità dell’olio stenta a raggiungere i livelli nostrani.

Etichettature e marchi di qualità

Va però sottolineato che le regolamentazioni europee riguardo le modalità di produzione e di etichettatura sono, generalmente, più rigide rispetto che ad altri Paesi. Il fenomeno della contraffazione è molto diffuso e ha imposto agli organi di controllo UE una maggiore rigidità in fase di etichettatura dei prodotti. Un olio extravergine d’oliva deve specificare – attraverso diciture leggibili, complete e indelebili – il nome del produttore, la denominazione di vendita, la quantità nominale e la data di scadenza e riportare in modo comprensibile le informazioni relative alla tipologia di olive utilizzate.
La qualità di un olio d’oliva ottenuto mediante tecniche virtuose e la selezione di tipologie di olive di gamma top è riconosciuta dai marchi di qualità DOP, IGP, STG e ‘biologico’. Sole i bollini di qualità possono garantire l’effettiva qualità di un olio extravergine d’oliva di eccellenza.