La difficile vita dei non mangiatori di formaggio.

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Quella dei non-mangiatori di formaggio è una vita difficile e spesso piena di avversità.

Lo so bene io, che faccio parte di questa categoria. Non ricordo a quando risale la mia formaggio-fobia (perché trattasi di vera e propria fobia in molti casi); ma a quanto dice Mother risale alla mia fanciullezza, e non si è accontentata di colpire soltanto la sottoscritta. Infatti, pensando, come diceva Stefano Accorsi, che two is megl che one, ha scagliato la sua freccia anti-formaggio anche contro la mia sister minore. Quindi non mi sono mai sentita sola, e con l’andar del tempo ho scoperto che il mondo è pieno di non mangiatori di formaggio, e che tutti abbiamo affrontato più o meno le medesime difficoltà. Vediamone alcune.

Andare al ristorante per i non mangiatori di formaggio

Andare al ristorante è per noi non mangiatori di formaggio causa di non poca ansia. Parlo di ristorante, ma mi riferisco anche a tutte quelle situazioni in cui non si mangia a casa propria, per cui non si conoscono esattamente gli ingredienti utilizzati nelle pietanze proposte. Esaminiamo il caso del ristorante. Puntualmente, una volta letto il menu, e dopo aver adocchiato il tortino di carciofi e patate con porri croccanti e purea di spinaci sorge in noi spontanea la domanda: “Sembra buono, ma…ci sarà dentro del formaggio?”. Arriva il cameriere e spieghiamo che vorremmo ordinare il tortino in questione, ma che non mangiamo formaggio. La risposta del cameriere è una domanda, e i non mangiatori di formaggio come me se la sono sentita ripetere milioni e milioni di volte, fino ad arrivare a detestarla profondamente.

“Perché, sei allergica?”.

Col tempo si impara che è meglio replicare che in effetti si è allergici, più che altro perché rispondendo “No, non sono allergica” si scatena una serie di conseguenze nefaste: il cameriere, che non è decisamente in buona e ha litigato con la fidanzata la mattina dello stesso giorno, potrebbe decidere che non gliene frega una mazza della tua formaggio-fobia, e dato che non sei allergica e non schiatterai di certo per 10 grammi di mozzarella all’interno di uno stupido tortino, dice allo chef che la rompipalle di turno non ama il formaggio ma che non è allergica. Lo chef, che sette ore prima ha cambiato l’immagine del profilo su Facebook ottenendo solamente 12 like, di cui 10 provengono da parenti stretti, tutti maschi, ha le palle un po’ girate e decide che sei una bambina viziata e che se lo assaggi il formaggio ti piacerà, eccome se ti piacerà. Nasce un vero e proprio complotto.

Sicché arriva in tavola il tuo tortino e tu ti senti in Paradiso, pensando che è stato realizzato senza un briciolo di formaggio.

Poi lo tagli e vedi filare qualcosa di bianco. Ti senti morire. Chiami il cameriere e chiedi spiegazioni, e quello cade dalle nuvole, perché tu gli avevi detto di non mangiare formaggio, ma quella all’interno del tortino è mozzarella. E la mozzarella non è esattamente un formaggio. Deve averlo cercato su Google cinque minuti prima, il bastardo. E così si scopre che devi specificarlo, che non mangi nessun tipo di formaggio nemmeno la mozzarella. Non si finisce mai di imparare.

Il buon samaritano.

Il buon samaritano è quello che vuole salvarti dalla tua fobia per il formaggio, perché lui lo mangia anche a colazione, inzuppato nel latte magari, e dice che è squisito. Il buon samaritano si nasconde in chi nemmeno immagini: può essere tua madre, il tuo migliore amico, un conoscente, chiunque insomma. Ma ricorda: tutti diranno che l’hanno fatto per il tuo bene. Così, il buon samaritano, che chiameremo per comodità Luisantonio, ti invita a cena e prepara le polpette di verdure.

Tu, che sei un non mangiatore di formaggio da anni e ormai ti reputi furbissimo, appena vedi le polpette diventi sospettoso.

Si sa che le polpette, a meno che non siano vegane, sono strapiene di grana, o alla peggio di pecorino. Luisantonio giura e spergiura di non sapere nemmeno cosa sia, il formaggio. Ma al primo morso di polpetta, ecco che il tuo palato avverte quel saporino un po’ strano e sgradevole, e con calma rifai a Luisantonio la fatidica domanda. “Sicuro che non ci hai messo il formaggio???”. Luisantonio distoglie lo sguardo, e tu capisci di essere stato tratto in inganno. Ti congedi imbestialito e morto dalla fame e corri a comprare cibo cinese.

Colpa del DNA.

Mi sono informata, e a quanto pare l’odio per il formaggio è scritto nei nostri geni! Quindi, non possiamo farci niente. A nulla serviranno i tentativi di coloro che vogliono riportarci sulla retta via, quella casearia, per intenderci. E soprattutto. sappiatelo, una volta per tutte: i non mangiatori di formaggio non vorrebbero essere diversi da come sono. Siamo stra-contenti di non mangiare gorgonzola, pecorino e stracchino. Tornando indietro nel tempo, sceglieremmo di rinascere con questa fobia, per cui stop ai tentativi di salvataggio. Continuate a guardarci con quel pizzico di compassione e lasciateci vivere con la nostra fobia.

Vi sembrerà impossibile, ma è vero, siamo felicissimi così.

Dal mio blog Pianeta Donna.