L’alzheimer visto da una nipote

384

Entro nella stanzetta rosa, oltrepasso la porta e ti vedo lì: distesa sul letto con gli occhi rivolti al soffitto bianco. Mi avvicino cauta, ma felice di vederti e tu ricambi, ma capisco che ormai la memoria dei ricordi sta per terminare. Un passaggio progressivo, col corso del tempo non mi riconoscerai, non saprai più chi sono. Ma io lo so! Io mi ricordo di te, di noi e scriverò per non dimenticare nulla. Ero piccolina e tu eri con me, sulla tua solita sedia e mi guardavi. Amavi più me che la tua stessa vita. Giocavamo sempre insieme, provavo ad insegnarti a scrivere o a fare i conti, mi insegnavi a cucinare e mi lasciavi un sorso del tuo caffè, senza che mamma ci scoprisse.

Lottavi per me sempre, come solo tu hai saputo fare e tutt’oggi sento che mi proteggi, nonostante tu sia diventata un angelo che veglia su di me.

D’un tratto però, invece di andare avanti, hai iniziato a regredire velocemente. Imprecavi nomi di tuo padre, di tua madre o dei santi addirittura, ma l’unica che riconoscevi ero io, la tua bimba. Tornavo da scuola e c’era mamma disperata perchè non riusciva a farti mangiare nulla. Allora mi toglievo lo zaino, correvo da te e iniziavo ad imboccarti e raccontarti della mia giornata scolastica e tu mangiavi tutto.

Andando avanti, sei peggiorata sempre di più e nemmeno più me vedevi. Sono iniziate le trasfusioni, i valori sballati delle analisi, un viavai di infermieri a casa. Ero afflitta, non volevo crederci, eppure una speranza c’era sempre: mi guardavi, ti dicevo chi ero ed ecco che sbocciava il mio girasole.

Ma come tutti sanno, anche i fiori più belli se ne vanno. E così hai fatto tu: nel cuore del silenzio ti sei spenta. Un mare di visi bagnati, pianti, lamenti struggenti hai portato con te, ma col tempo la consapevolezza che tu non te ne sia mai andata e sono sicura che il rosso del camino l’abbia scelto anche tu con noi!

A mia nonna…

Asia

—————
L’alzheimer visto da una nipote