Barletta, e la polemica sull’ubicazione del Monumento dedicato a Mennea

La superficialità con cui opera l’Amministrazione

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Dopo la pista dedicata a Pietro Mennea, interessiamoci della collocazione del Monumento che tanto ha fatto parlare in questi giorni.

L’intenzione dell’amministrazione, come scritto nel bando, era quella di collocare il monumento dedicato a Mennea nella rientranza a ridosso della spiaggia della litoranea Pietro Mennea, di fronte all’intersezione di via Luigi Dicuonzo.

Ricorda la Consigliera Comunale Grazia Desario, che il bando prevedeva, altresì, la possibilità di essere collocato in altra sede a giudizio dei partecipanti al concorso.

Purtroppo, gli architetti vincitori sono di Livorno e Ferrara e, probabilmente, non avendo contezza dello stato dei luoghi, hanno posizionato la loro opera dedicata a Pietro Mennea, nel rondò difronte a via Luigi Dicuonzo.

Quel rondò, come tutti sappiamo, dichiara la Consigliere Comunale Grazia Desario, ha delle criticità dovute al taglio effettuato per consentire il passaggio dei mezzi che trasportano le pale eoliche, oltre ad avere una nutrita serie di piante che non consentirebbero una visuale completa dell’opera.

Strano è come, seppur l’Amministrazione conosca bene le criticità di cui sopra, abbia potuto accettare il posizionamento suggerito dagli architetti vincitori del concorso.

Questo denota la superficialità con cui opera l’Amministrazione, tenendo conto anche che, tra i membri della commissione di valutazione dell’opera, non ci fosse neanche l’ombra di un esperto di arte, e tutto questo per dar lustro ad un’opera in memoria del campione di atletica barlettano.

GrazieDeSario

Dopo le innumerevoli critiche lette sui social da parte dei cittadini, credo fermamente che bisogna ritornare al primitivo posizionamento, che consentirebbe, non solo la visione del mare attraverso le forature della sagoma dell’atleta barlettano, anche la fruibilità e il godimento totale del Monumento da parte dei visitatori, e perché no, durante una piacevole passeggiata a piedi sul nostro lungomare.

Grazia Desario.