C’è, proprio dove le Marche accarezzano la Toscana, un paesino piuttosto curioso: un minuscolo Comune che risponde al nome di Borgo Pace (PU) e che risulta essere graditissima meta vacanziera per gli amanti della vita all’aria aperta.

Fatta questa premessa è possibile comprendere il perché a lasciare basito il forestiero non siano gli spettacoli mozzafiato offerti dalla natura. I ruscelli gorgoglianti e cristallini, le piscine naturali che paiono uscite da un film e gli straordinari sentieri che fendono boschi selvaggi chi capita da queste parti se li immagina di già.

Quello che invece il turista non si aspetta affatto è il legame ancestrale tra un abitato dall’aspetto così moderno e tradizioni vecchie di secoli, tradizioni che paiono voler venir fuori da ogni dove. A tutto però c’è una spiegazione: il paese ha origini antiche, ma la seconda guerra mondiale ne ha completamente mutato la fisionomia.

Le bombe tedesche hanno raso al suolo le case, ma non hanno per nulla scalfito il modo di essere dei locali.

Ecco perché possiamo gustare piatti che mangiavano i nonni dei nostri nonni (da non lasciarsi scappare il pane allo zenzero e le pietanze a base della locale patata rossa) in ambienti modernissimi e poi, a due passi dal ristorante, imbatterci in uomini e donne alle prese con mestieri – come quello del carbonaio – che credevamo estinti da un pezzo.

Ma un frammento del volto storico dell’antica cittadina rimane, e si trova nelle sue frazioni. La più suggestiva di queste è senz’altro Lamoli, paesello straordinario, completamente in pietra, con il torrente Auro che tiene compagnia ai suoi cento abitanti. Un luogo ficcato nel verde intenso dell’Appennino, un posto da fiaba che vede ergersi al di sopra di tutto la celebre mole della romanica Abazia di San Michele Arcangelo, edificio realizzato dai benedettini nel corso del VII° secolo.

Borgo Pace e Lamoli
Abbazia San Michele Arcangelo

Si tratta di un luogo maestoso eppure dominato da un’atmosfera raccolta che, nel suo chiostro, ospita l’ennesima – e forse più sentita – tradizione locale: quella del colore.

In effetti, ormai da qualche anno, ovvero da quando sono state rinvenute alcune macine da guado (pianta molto comune in zona che si utilizzava per realizzare il blu con cui tingere le vesti più nobili), un nuovo museo dà manforte alla bella Abbazia nel richiamare turisti in gran numero: è il tanto piccolo quanto curioso Museo dei colori naturali “Delio Bischi”. Qui il visitatore potrà posare gli occhi su prodotti finiti, ma anche su foglie e fiori secchi pronti a essere lavorati, e – avvalendosi di pannelli esplicativi ricchi di immagini e testi – ripercorrere la storia dei colori naturali dalle origini fino alla comparsa dei colori sintetici.

Il museo effettua anche dei corsi per chi desidera fare del colore la propria passione o, perché no, il proprio mestiere.

Borgo Pace e Lamoli
Museo dei colori Lamoli

Come detto, Borgo Pace e Lamoli sono un ottimo rifugio per chi vuole farsi coccolare da natura e tradizioni, ma chi desidera allargare le proprie vacanze anche alle città d’arte troverà pane per i suoi denti nelle vicine Mercatello sul Metauro, Sant’Angelo in Vado, Urbania e Urbino.

Per maggiori informazioni sui luoghi citati si rimanda a QUESTO SITO.