Come credenze, convinzioni, possono modificare comportamenti e prestazioni nello Sport, come nella Vita.

“La tua fede ti ha salvato” (Mc 10,52)

E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico, insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbini, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato».

E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Non voglio, assolutamente, mescolare sacro con profano. Utilizzo questo passo del vangelo, semplicemente, per enfatizzare, quanto sia importante credere in qualcosa, sia nella vita, che nello sport. Come le credenze, positive e negative, possono, indirizzarci, rispettivamente, nel bene e nel male, verso il raggiungimento o meno di un obiettivo.

Credere in qualcosa, significa entrare in una relazione d’amore, di consegna, di abbandono, con se stessi. Ho la certezza di possedere, già, ciò che, ancora, non vedo, non sento, non tocco.

È vivere, avendo la consapevolezza di essere, follemente, amato dalla mia parte più profonda. Ho la cognizione che il desiderio del mio inconscio, è, immensamente, più favorevole, di quanto la mia parte razionale, possa desiderare per me. È sapere che anche quando i demoni della mia insicurezza, ansia, e poca stima di me, vorrebbero farmi credere, che sono rimasto solo, con il satana dell’incertezza, che non si prende cura della mia vita,…io, invece, ho la certezza di una risposta, di una vicinanza, che immancabilmente si manifesta.

Dio, qualunque possa essere, a seconda dell’orientamento religioso, ascolta ed esaudisce sempre la nostra preghiera! Questo, per dire, se riusciamo a comunicare la nostra richiesta, alla nostra parte più profonda, nel modo giusto; cosi, come fa una preghiera con Dio, la risposta, non tarderà ad arrivare.

È la mia fede che consente al Signore di intervenire! E’ la mia parte razionale, la mia consapevolezza, se, adeguatamente istruita, che permette al mio inconscio di intervenire, nel modo, per me, più convenientemente possibile.

Per rendere più fruibile il concetto che intendo esprimere, porterò, a titolo di esempio, un episodio accaduto, nel secolo scorso. Nel 1954, per la prima volta, nella storia dello sport mondiale, un atleta, dal nome di Roger Bannister, riuscì a percorrere la distanza del miglio, al di sotto dei 4 minuti. All’epoca, esisteva la convinzione che fosse impossibile, scendere al di sotto di questo limite. Poco tempo dopo, questa storica impresa, in molti riuscirono a scendere sotto i 4 minuti. Ciò, a dimostrazione che, cambiando la credenza, cambiava anche la capacità di risposta del corpo; Cambiando la testa, cambia anche il fisico. Una semplice idea o opinione, per potersi trasformare in una solida convinzione, necessita di riferimenti, cioè di alcune esperienze che la confermino.

Quando l’effetto di una convinzione, da un risultato positivo, si parla di effetto placebo. Al contrario, quando il risultato derivante è negativo, viene definito nocebo. Il concetto si rifà alla sperimentazione di nuovi farmaci. Cerchiamo di definirlo meglio. Placebo deriva dal verbo latino placere. Letteralmente, significa, io piacerò. In ambito medico, si riferisce alla reazione di un soggetto che prova un miglioramento, nella propria salute, a seguito di una cura farmacologica, anche quando questa non è dovuta alla stessa. Nocebo è un termine, contrario di placebo, utilizzato per etichettare le reazioni negative o indesiderate che un soggetto manifesta a seguito della somministrazione di un falso farmaco completamente inerte, ma da esso percepito nocivo. Le reazioni negative non sono quindi generate chimicamente, ma sono interamente dovute al pessimismo e alle aspettative negative riguardo agli effetti del falso farmaco. Il termine nocebo (dal latino “nuocerò”) fu scelto da Walter Kennedy, nel 1961, per denotare la controparte del termine placebo (dal latino “piacerò”). Esempi di questo fenomeno, sono rispettivamente, per placebo: un paziente al quale è stata praticata una puntura di acqua distillata, a cui, un medico, ha detto che è stato praticato un analgesico, reagisce con la scomparsa del dolore; ancora, un paziente si addormenta, se gli si dice che è stato praticato un sonnifero. Al contrario, nel caso di nocebo, una persona che legge gli effetti collaterali, di un farmaco, riportati nel bugiardino, spesso, avverte quei sintomi. Il meccanismo, alla base di questo effetto, è di tipo psicologico, ma in prima istanza, va considerato lo stato spontaneo d’ipnosi, ed è legato, prevalentemente, alle aspettative che il paziente ripone nelle cure o nei farmaci. Tutto ciò comporta, spontaneamente, l’instaurarsi di uno stato di coscienza modificato ed una regressione a schemi di comportamento infantili. La spiegazione scientifica di questo fenomeno, va ricercato nelle più recenti scoperte, nel campo dell’epigenetica, della plasticità neurale e della PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI). Ogni essere umano modella il proprio cervello ed il corpo, attraverso i pensieri che formula, le emozioni che prova, le intenzioni che ha, quello in cui crede fortemente. Non è nulla di miracoloso, anche se, all’apparenza, lo sembra. Tutto è legato da un filo logico, che parte da un pensiero e termina con un evento biologico. Una volta compreso ciò, ogni persona, se ben guidata, può sfruttare questi processi fisiologici, governando gli ormoni che le cellule sintetizzano, le proteine che costruiscono, i neurotrasmettitori che producono, i percorsi neurali, attraverso cui inviano segnali. Cosi facendo, possiamo cambiare il nostro ruolo, diventando burattinai, invece che, semplici, burattini. A sostegno di quanto detto, ci sono le scoperte di Eric Kandel, premio Nobel per la medicina. Il numero di connessioni, in un fascio neurale, può raddoppiare, se sottoposto a ripetute stimolazioni. In seguito, scopri che, se non vengono usate, le connessioni neurali cominciano a ridursi, in appena tre settimane. In questo modo, possiamo rimodellare il cervello, costruendo convinzioni potenzianti, attraverso i segnali che veicoliamo, tramite la rete neurale. Altri scienziati scoprirono che la maggior parte dei nostri geni sono disattivati ed attivati, da segnali provenienti dall’ambiente, compresi quelli costituiti dai pensieri, convinzioni, emozioni. Le emozioni negative, responsabili di un effetto nocebo, producono alti livelli di ormoni dello stress, come il cortisolo, e l’adrenalina. Sia gli ormoni dello stress, appena citati, sia quelli del benessere, che possono essere causa di un effetto placebo, come il DHEA (deidroepiandrosterone) e l’ossitocina, hanno dei valori di riferimento. La qual cosa spiega, come mai ci sentiamo a disagio, quando formuliamo pensieri e credenze, che spingono il nostro equilibrio ormonale, al di fuori della zona di benessere. Cambiando stato d’animo, possiamo modificare la realtà del nostro corpo. La catena di eventi è innescata, da intenzioni che hanno origine, nel lobo frontale del cervello, che poi si trasformano in messaggeri chimici, chiamati neuropeptidi, che inviano segnali a tutto il corpo. La cosa è bidirezionale. Il corpo può modificare, pensieri, emozioni, convinzioni. Visto che le credenze si instaurano in base ad un meccanismo ipnotico, è possibile modificarle, a nostro vantaggio, facendo leva sullo stesso tipo di funzionamento.

Tutto quanto, fin qui, scritto, porta ad una conclusione.

Posso decidere, adesso, di nutrire la mia fede per poter finalmente pregare con intensità. “La tua fede ti ha salvato”.


Come credenze, convinzioni, possono modificare comportamenti e prestazioni nello Sport, come nella Vita. “La tua fede ti ha salvato”

Dott. Sicignano Antonio

Medico di Medicina Generale

Medico Psicoterapeuta

Specialista in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana

Esperto in Psicologia dello Sport

Presidente comitato Campania SPOPSAM