Eletti alle politiche del 2018. 7 risultati clamorosi di cui non si è parlato

Da una legge elettorale barzelletta non possono che uscire risultati clamorosi

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Eletti alle politiche del 2018? Bella domanda.

Le elezioni 2018 sono ormai alle spalle e ora si attende cosa accadrà visto che nessuno ha la maggioranza per governare. Ne ho parlato ampiamente qui. A quanto pare, comunque, nessuno vuole allearsi con nessuno. E difficilmente si vedrà una via di uscita.

Ma a parte i risultati elettorali che ormai un po’ tutti conosciamo, ci sono altri 7 risultati curiosi e in contraddizione col resto del trend di cui non si parla.

Partiamo proprio dai due simboli principali del Governo uscente, del partito che ha racimolato solo il 19% dei voti e quindi è stato sonoramente bocciato, sono stati entrambi rieletti. Parliamo del Premier uscente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia Carlo Padoan. Gentiloni è risultato primo nel collegio uninominale di Roma Trionfale con il 42% che ha staccato il centrodestra al 30,8 e il M5s al 16,8%. Mentre il ministro dell’Economia Padoan, candidato del Pd alla Camera nel collegio uninominale di Siena (12), ha vinto col 36,17% dei voti davanti a Claudio Borghi, l’economista della Lega, fermo al 32,27% e Leonardo Franci, dei Cinquestelle con 22,39%.

E veniamo al secondo. Malgrado l’ottimo risultato della Lega, i due simboli anti-euro delle camicie verdi Borghi e Bagnai, non ce l’hanno fatto. Come detto, Claudio Borghi ha perso proprio contro Padoan in quel di Siena. Quindi sconfitta doppiamente clamorosa, visto che è avvenuta contro il Ministro dell’economia uscente molto stimato nell’Ue e a Siena, dove si è consumato lo scandalo del Monte dei Paschi. L’altro economista no-euro Alberto Bagnai, ha perso nel collegio di Firenze proprio contro Matteo Renzi e pure pesantemente. Come riporta l’Ansa, Renzi ha preso il 44% mentre Bagnai solo il 25. Terza piazza per il candidato del Movimento 5 Stelle, Nicola Cecchi, al 19,22%.

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