Forse, un giorno.

48

Forse, un giorno,

il cielo sarà così plumbeo

da non accorgervi nemmeno

ch’una volta era azzurro.

Forse, un giorno,

la città avrà divorato tutto e

la vita sarà talmente grigia

da non accorgervi nemmeno

ch’una volta nascevan fiori,

ch’una volta fiorivan colori,

ch’una volta vi eran prati verdi

sui quali poter correre,

mentre, voi, magari, correrete solo

per prender un aereo e

volerete soltanto grazie ad esso:

una volta, si volava con la fantasia.

Forse, un giorno,

non v’accorgerete più nemmeno

della penosa morte degl’alberi d’Autunno e

della loro lenta rinascita in Primavera.

Vi sarà irrilevante la loro forza

di ricominciare ogni volta,

vi sarà irrilevante la loro voglia

di resistere ostinatamente.

Forse, un giorno,

non esisterà più neanche

l’amore, la fiducia,

la gentilezza, l’allegria.

Forse, un giorno,

non ci si parlerà nemmeno più,

non ci si scriveranno lettere,

né ci si sorriderà mai.

Ma, forse, un giorno,

si sarà talmente tristi,

talmente inerti,

da dover ricominciar a vivere.

Allora, forse, si taglieranno le nuvole

per sognare con le stelle e

s’ammazzeranno i palazzi

per galoppare sull’erba.

Si costruiranno ponti di sorrisi

per conoscer altri occhi e

si tenderanno mani

per abbracciar altri cuori.

Allora, forse, un giorno,

lotterete anche voi,

piangerete anche voi,

amerete anche voi.

Un giorno, forse,

vivrete anche voi.

– Camilla Frattolillo