Il Pd sta crollando: le cause e come può riprendersi

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Il Pd sta crollando? Dopo la caduta del muro di Berlino, di cui il prossimo anno decorrerà il trentennale, la sinistra mondiale è entrata in crisi. E ha cominciato a vivere un profondo smarrimento. Negli anni ‘90, capendo che l’ideologia dominante era quella capitalista (visto che anche nazismo e fascismo apparivano roba sconfitta da tempo e non più realizzabile), anche la sinistra mondiale iniziò a perseguire il liberismo. Inventandosi idee liberal in nome della modernità, per ammiccare un elettorato nuovo e in cerca di nuovi stimoli. Si pensi a leader come Clinton e Blair, incarnanti la nuova sinistra liberale al governo.

In Italia invece negli anni ‘90 emersero figure come Rutelli e Veltroni. Personaggi che in realtà facevano già politica da prima, ma che avevano l’ambizione di diventare Premier e rappresentanti della nuova sinistra. Tuttavia, entrambi furono sconfitti negli anni 2000 da Berlusconi (2001 il primo, 2008 il secondo). Gente come Occhetto o Bertinotti appariva invece anacronistici, figure legate ad un mondo seppellito sotto le macerie di quel muro che disumanamente divideva un popolo. Ancorati ad una ideologia utopistica che messa in pratica ha generato soprattutto morte e terrore.

Perché il PD sta crollando? Cosa ha fatto di buono e cattivo?

Le elezioni del 4 marzo hanno però punito pesantemente il Pd. Relegando il partito ad un ruolo di opposizione con solo il 19% dei voti. Eppure, se si guarda bene, il Partito democratico di cose ne ha fatte. E allora dove ha sbagliato? Cerchiamo di capirlo di seguito.

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