La sinistra fa acqua da tutte le parti

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La Sinistra fa acqua da tutte le parti. Una categoria di personaggi fatti con lo stampino, collusi fino al midollo, incapaci di fare l’interesse del paese.

La cosa strana di questi politici è che godono ancora di un  popolo che tifa  per questa categoria vergognosa; ci sarebbe da farne uno studio di massa.

Questa Sinistra gioca sulla paura di una Destra lontana  intimorendo il popolo  mentre  sono loro stessi mostri di altre epoche.

Non bisogna dimenticare che nei tempi passati i comunisti e non solo in Italia, si sono macchiati di orrendi delitti.

Lasciamo il passato e guardiamo il presente, la Sinistra ha fallito avanti con il cambiamento, chi lo capisce farà il  bene del paese, chi non vuole sentire e continua a  idolatrare i mostri che stanno rovinando l’Italia, anzi che l’hanno rovinato, porteranno il paese al completo sfascio.

L’Italia vive di paure, paura di essere  additato  razzista e sopporta tutto questo solo per salvare la faccia.

Ci si nasconde dietro una falsa accoglienza umanitaria, pensando di salvare dei popoli che non riusciranno ad essere inglobati nella piccola Italia.

Cosi facendo,  popoleranno il paese fino al collasso,  invadendo la penisola da poveri disgraziati misti a potenziali delinquenti, che nella povertà si abbandoneranno a chi sa quali misfatti, e l’italiano si amalgamerà a queste persone perché  anch’ egli diventerà povero e privo di risorse.

Questo è il progetto folle di insensati politici ai quali è sfuggito il buonsenso e peggio ancora, il controllo del paese.

La Sinistra parla di propagande dell’odio, l’odio per il diverso, odio razziale, e tantissimi assorbono questa propaganda fatta di carta e parole con la paura del rischi di ripetere uno dei tanti scempi già accaduti in passato… l’Olocausto, le foibe, il tentato sterminio degli armeni, la pulizia etnica della guerra in ex Jugoslavia, le guerre civili in tanti paesi africani… con alla base di tutto ciò, sempre la paura del “diverso”.  

Questo è quello che danno da mangiare, ma in verità perché il cittadino italiano non dovrebbe avere paura di questa gente che vive ghettizzandosi, rifiutando la cultura del paese che li ospita, avanzando pretese per  imporre i loro credi e usanze? E lo stato italiano che  pian piano gli concede tutto?

Perché gli italiani non devono avere paura di questa gente che viene in casa tua che  ti aggredisce in malo modo, ti deruba, e se  ti uno si difende a sua volta passa dei guai? Perché deve subire senza reagire?

Ma che Stato è quello che non riesce a garantire la sicurezza del cittadino perché giudica questo razzista e intollerante?

Il popolo vive tre paure, paura dello straniero che stupra, uccide deruba, spaccia, si prostituisce, e vive ai margini della società.

L’italiano vive la paura di reagire, e se non bastasse l’italiano sopporta perché teme la terza paura, la paura dei fantasmi del passato che la sinistra li identifica come la Destra, il Fascismo, e si dimentica che il comunismo ha fatto da parte maggiore nello sterminio delle masse?

Tra Mao Tse-tung, noto anche come Mao Zedong e Josef Stalin,  Adolf Hitler fa la figura del dilettante . . . Con questo non voglio mettere sul piedistallo Hitler oppure giustificarlo, ma è fastidioso che si parli solo di Hitler come brutto esempio e non si parli mai di Mao Tse Tung  e Josef Stalin.

Poi ci sarebbero altri governanti di altri Stati che hanno fatto barberie e devastazioni nei popoli africani, ed altri al loro stesso popolo, ma  citarli tutti ci  perderemmo; basta sapere che quelli citati hanno il primato.

Allora la riflessione?

Scacciamo le paure del passato, oltretutto  tanti non conoscono la storia e vivono ancora di più la paura. Posso capire che gli anziani  abbiano ricordi remoti, ma adesso siamo in un periodo storico dei peggiori dove vige una guerra psicologica, dove ti inculcano che non devi avere paura del diverso. Certamente i profughi sono persone e  nessuno lo mette in dubbio; ma noi dobbiamo fare i conti con quello che viviamo e non dobbiamo temere di esternare i nostri malcontenti.

Noi viviamo in  una mare di etnie che non si stanno integrando, a parte i cinesi.

La generazione che è venuta a lavorare in Italia e che si è fatta una vita in Italia non costituisce un pericolo. Piuttosto  il pericolo viene dalle seconde  e terze generazioni; lo vediamo dagli attentatori. Nelle nostre città vediamo il nascere di bande sudamericane  che non si sa per quale ragione nonostante le famiglie integrate i figli manipolano droghe creando bande che giocano ad accoltellarsi, ed ora anche spararsi, tipo le bande che vediamo nei telefilm americani.

Dobbiamo elencare le città che vivono con ghetti dove gli italiani non possono accedere? E noi dobbiamo non avere timori perché ci dicono che non dobbiamo avere paura del diverso?

Solo perché fino adesso non abbiamo avuto attentati come gli altri stati? Ma noi viviamo un degrado giornaliero, e i sindaci sinistroidi esultano che vogliono ancora più migranti da accogliere.

Questa è follia. . . Ma perché volere più migranti quando l’occupazione è quasi inesistente per gli italiani? Quando alla sanità vengono sempre a mancare le risorse finanziari e tagliate dallo Stato?

 Ma nessuno si è domandato cosa accadrà in questa Italia quando le risorse (per dirlo alla Boldrini) saranno un numero spropositato? Come si farà a sostenere queste persone che non lavorano?

Ma poi viene una domanda spontanea:  sono tutti per maggioranza giovani e maschi, cosa succederà quando gli ormoni usciranno dalle orecchie? Le donne saranno obbligate a concedersi? Oppure dovranno sopportare le violenze?

Tutto questo è follia, non è razzismo. La gente deve togliesi la paura di essere additato da razzista, il popolo deve reagire, e ragionare in modo razionale.

Questa classe politica deve scomparire, deve avvenire il cambiamento radicale.

Se questo non accade mettetevi il cuore in pace perché  un popolo destinato all’autodistruzione.

La sinistra fa acqua da tutte le parti – di Nico Colani

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright