Il principe delle maree

Io sto lottando per camminare come quei, «giovani vecchietti», a piedi scalzi sulla spiaggia di Sabaudia.

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Il principe delle maree.

A Sabaudia la spiaggia è molto lunga. Ormai conosco Carla meglio di me. Senza che mi parla in silenzio so capire come mai si trovi in un punto invece che in un altro. In questo periodo è il mese di Aprile. Ci sono ancora pochi stabilimenti e chioschi attivi, d’estate invece il canale vicino allo scoglio segna un confine. Verso Saporetti incontri tanti stabilimenti, compreso l’Oasi di Kufra, LE STREGHE, IL DELIADA. Andando verso la Bufalara, invece, trovi la spiaggia dei cani, quella del campeggio, tanta spiaggia libera.

Sabaudia è per ogni gusto e necessità. Carla per questo a piedi nudi mastica km di sabbia, quando arriva qui nel tratto di spiaggia libera tra il Deliada e l’oasi di kufra  è per incontrare loro. Ogni volta la signora nel vederla le chiede “SOLA?”. Il marito risponde:

” Il principe delle maree arriverà … “

Era bambina la prima volta che incontrò questa coppia, lei prendeva il sole tette a vento, lui leggeva il Manifesto e ogni tanto spalmava la crema abbronzate sul corpo di lei. Una coppia fuori dal coro, un amore travagliato che nei travagli è arrivato qui, sono ancora una coppia fuori dal comune. Carla è una scrittrice, è condannata a dare un senso alle parole. Ma le parole sono dei codici impietosi e Carla lo sa, ma non può sfuggirle. Lei gioca con le parole, è una giocoliera di natura il principe delle maree è un sassofonista, per fare un buon pezzo si deve avere dolore dentro, “Non è uno stereotipo, una comoda immagine poetica per accrescere l’alone del mito attorno al travagliato protagonista” dice Carla.

“Io sto lottando per camminare come quei, «giovani vecchietti», a piedi scalzi sulla spiaggia di Sabaudia”.

Il mito del “maledettismo” lo chiamano così, non è un’esclusiva del mio sassofonista, pensa a Caravaggio, a Rimbaud, a Billie Holliday ad ART PEPPER. Suonare il sassofono è come vivere una storia d’amore, lui stanotte l’ha venduto per pochi euro e contemporaneamente il suo dormiamo non facciamo male, poi ti fai male. Nei silenzi, nella barriera che si crea, nel vederlo soffrire soffro, succede così quando ami un bipolare, dal crinale della cometa alla voragine. Soffro, perché lui quando odia questo maledetto mondo, non odia pure me. Lui soffre per i clochard che incontra, per la guerra senza fine in Palestina, per la ragazza madre che chiede l’elemosina al semaforo.

LUI adotta il mondo nella sua generosità.

Poi si chiude come un riccio e camminando a piedi scalzi sulla sabbia le spine si infilano pure nei miei piedi. Lui mi dice scappa, “abbi cura di te” ma poi nel mio zaino infila dei suoi libri, che significa, quando li leggi pensami. Ti lascia sola, ma si assicura che prendi il tram giusto, il treno giusto per arrivare a Sabaudia, perché lui lo sa che vai ad aspettare il principe delle maree. Io colleziono i biglietti dei treni, in camera da letto ho costruito un puzzle, Firenze per due, Siena per due, Venezia per due, Lisbona, Madrid, Atene per due, biglietti per la felicità, Priverno, Colleferro, per uno, biglietto per Frosinone timbrato e non usato, due biglietti per Roma nello stesso giorno.

Biglietti della “singlitudine”.

I biglietti sono il grafico di questa storia. Un biglietto spunta nello zaino”. Aprile, il più crudele dei mesi”. Chi lo disse? Non sforzarti. Gira il biglietto “T. S. Eliot” la terra desolata”. Su messenger…vado in montagna, potrai bere un bicchiere di vino di neve o di pioggia e incrociare occhi che sanno di te, sentirti in silenzi…chi l’ha detto? “Non mi ricordo, ma la stessa sera cantavi”. In silenzi che non puoi sfuggire, per illuminarti da stelle cadenti. E quando non avrai più voce e luce potrai lasciare un messaggio in una bottiglia e lui correrà…vedi mi ricordo le parole, ma non mi ricordo il cantante a cui prestavi la voce.

Ho lasciato il messaggio al principe delle maree nella bottiglia.

Quando cammino sulla spiaggia di Sabaudia il tempo mi sfugge, ma mi appartiene, sto aspettando senza un senso, ma la spiaggia di Sabaudia sei anche tu, non puoi smettere di cantarla. Dice che quando scriveranno la mia biografia i capitoli più intensi saranno la passione travagliata con il sassofonista. Non a caso mi stai nutrendo di libri di scrittrici, che hanno scritto amori travagliati. Mi abbronzo al mare, mentre stai in montagna. Qualcuno ha detto che la montagna anticipa le stagioni, al mare c’è luce, il sole fa bene alle ossa. Sai dove trovarmi.