L’amore ai tempi … dell’Oktoberfest! I 10 tipi umani …

Le caratteristiche dei 10 tipi di uomo che vanno all'Oktoberfest. E voi in quale di queste tipologie vi sentite di appartenere?

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“L’amore ai tempi del colera” è uno dei libri più famosi dello scrittore colombiano/messicano Gabriel Garcìa Màrquez, da cui è stato tratto anche un film con la splendida Giovanna Mezzogiorno. Quello rappresentato nel romanzo è, però, un amore datato, di altri tempi. Anche l’amore, come tutto il resto, deve essere rapportato alla modernità e dall’alto della mia quinquennale “esperienza” all’Oktoberfest mi sento in dovere di stilare una particolare lista :

L’AMORE AI TEMPI DELL’OKTOBERFEST

I 10 tipi umani dell’Oktoberfest

1) IL MARPIONE

Lui non va a Monaco per bere birra, ma solo per un motivo: conquistare più ragazze possibili di qualsiasi nazionalità per poi fare lo spaccone con gli amici una volta rimesso piede in patria. In effetti torna in Italia con tantissime foto con ragazze procaci e bellissime con cui ammetterà di aver fatto chissà cosa; il problema è che saranno tutte balle.

2) IL “VERGINELLO” 

Non è mai stato all’Oktoberfest, ne ha sentito parlare tantissime volte e alla fine è riuscito a trovare la compagnia giusta e il giorno ideale per andare. Una volta entrato inizierà a perdersi con lo sguardo tra le centinaia di persone che si aggirano festanti per i vari tendoni come un bambino di fronte al camioncino che desidera da anni e deve stare attento altrimenti verrà trascinato dentro la bolgia infernale del Theresienwiese. Di solito i verginelli sono quelli che si bevono il primo litro di birra in due minuti, “tanto è leggera, va giù come acqua”, e poi li ritrovi alle 10 (del mattino, manco a dirlo) già in coma.

3) IL VECCHIETTO 

Ha vissuto per 50 anni con il mito della festa della birra di Monaco e, preso da un istinto primordiale, ha deciso di prenotare il viaggio insieme all’amico fidato di sempre lasciando la moglie a casa. Il problema è che non è pronto a quello che lo aspetta lassù e finisce o con l’andare con una donna bellissima per poi rendersi conto che era solo l’effetto della birra, oppure col provarci con delle giovani ragazze che lo guardano schifate. I più calmi dopo il primo litro di birra decidono di andarsene a visitare la città perché “l’Oktoberfest non è roba per vecchi”.

4) IL LATIN LOVER ITALIANO 

Stra convinto delle sue doti da conquistatore, ma non perché ci sappia fare, soltanto perché è italiano e pensa che ogni donna cadrà ai suoi piedi quando in un inglese alquanto maccheronico dirà: “Ai! nais tu mit iu, aim Italian, du iu uont pomiciare?”. In realtà ignora che, proprio perché italiano, all’Oktoberfest verrà snobbato da (quasi) tutte, tedesche in primis.

5) IL TIMIDONE 

È  famoso per essere un ragazzo timido, riservato, che non ama mettersi in mostra. Gli piace bere, ma senza esagerare; di solito usa l’alcol per essere un pò più spigliato con le ragazze e per avere il coraggio di provarci, ma senza mai varcare il limite. Beh, a Monaco mostrerà un lato di sé fino a quel momento sconosciuto: potrebbe essere uno di quelli che canta, lancia cori assurdi e balla sopra ai tavoli o che viene esaltato da tutti per essersi scolato ein Maß (il classico boccale da un litro) tutto d’un fiato. Ma d’altronde che importa? Quel che succede a Monaco rimane a Monaco e una volta tornato in Italia vestirà di nuovo i panni del timidone.

6) L’ASTEMIO 

È stato costretto a venire dalla sua compagnia, lui in realtà non voleva perché “non ha senso spendere 170 euro se a me la birra neanche piace”. Invece a furia di insulti e minacce viene convinto a partire, seppur a malincuore, e quando arriva lì vorrebbe scappare immediatamente e inizia a pensare alle 100 mila cose più belle che avrebbe potuto fare con quei 170 euro. Finisce la serata o aiutando gli amici palesemente ubriachi a reggersi in piedi o, in qualche caso, scopre di non essere astemio come pensava e finisce anche lui tra le fila degli ubriaconi.

7) IL CONQUISTATORE

Uguale al marpione, ma con una “leggera” differenza: lui c’è veramente andato con tutte quelle con cui si è fatto una foto.

8) L’ALCOLIZZATO 

Non va all’Oktoberfest per acchiappare, ma per bere. Famoso in patria perché regge tantissimo, arriva a Monaco con grande spavalderia sicuro di poter battere il record mondiale di litri di birra bevuti ed essere ricordato dai posteri. Purtroppo il suo tentativo fallirà miseramente dopo il quinto-sesto litro che lo porterà ad accasciarsi miseramente sul tavolino o, in casi estremi, a vomitare da qualche parte. L’anno dopo sicuramente non tornerà più in Germania: la delusione e la vergogna sono troppo grandi.

9) L’INTERNAZIONALE 

Arriva all’Oktoberfest con la capacità di saper parlare bene solo una lingua, che non è neanche l’italiano, bensì il dialetto del suo paese natale, e dopo un paio di litri di birra riesce a padroneggiare con grande maestria il cinese, il bulgaro e il dialetto di una tribù indigena australiana. Lo potete trovare in tarda serata a discutere con un gruppo di uzbeki del problema del surriscaldamento globale in un fluente ungherese.

10) L’UBRIACO LERCIO (a cui tutti arrivano prima o poi).

Tipica figura maschile che si aggira OVUNQUE, specialmente nel weekend e dalle ore 17 circa. Gente che la mattina sembrava normale ora vaga sperduta (e in solitaria) tra i tendoni biascicando parole in un idioma sconosciuto e barcollando vistosamente. Il luogo dove pullulano queste figure è il grande prato che si trova all’ingresso in cui si possono ammirare persone che rotolano, gente che gattona e altri che hanno dimenticato come cammina un essere umano, ragazzi che fanno pipì in mezzo a decine di persone come niente fosse…

L’aspetto migliore dell’ubriaco lercio è che lui non riconoscerà mai di essere ubriaco lercio e sarà altresì convinto di aver conservato la sua grande dignità.

Ricordate sempre:

-quello che succede all’Oktoberfest rimane all’Oktoberfest

-tutti si ubriacano, chi più chi meno

-tutti sono in grado di parlare qualsiasi lingua o, perlomeno, di comunicare con chiunque (il come non è importante)


I 10 tipi umani dell’Oktoberfest …

Articolo di Valeria Verdini