Pet-abuse

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Elise era ad attenderlo sulla porta, gli prese con entrambe le mani la pesante borsa in pelle e si allungò quel tanto da permettersi di baciarlo sulla guancia.

Lui le sorrise e a passi stanchi conquistò il soggiorno. Si adombrò nel vedere sul tavolinetto il cofanetto e le boccette degli smalti che lei prontamente sistemò negli spazi appositi, poi chiuse il cofanetto e lo portò con sé nell’altra stanza.

Un fischio prolungato fece drizzare le orecchie a Fez. Non si mosse. Elise gli fece cenno di andare. Fez la guardò con occhi imploranti. Un altro fischio lo fece alzare. La porta del soggiorno si chiuse sui suoi guaiti.

Elise finì di prepararsi ed uscì. In fondo quello era l’unico vizio di suo marito. Il suo lavoro le permetteva una vita più che agiata. Elise sapeva che per ogni privilegio c’è sempre un prezzo da pagare. Se poi a pagare le sue spese toccava a qualcun altro, meglio ancora.