Rom, Rom, Rom … Per loro bella vita e niente regole

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Rom, Rom, Rom, sembra un rombo di un motore, no, no, no, non è un sound di una Supercar, ma il coro di chi inneggia per i Rom, da Soros alla UE, dal politico al singolo cittadino, gridano all’integrazione di queste persone.

Qualcuno di loro ha trovato la soluzione: “Diamogli casa, lavoro e cittadinanza e si risolve il problema di millenni”.

L’ignoranza fa da padrone alle buone intenzioni; sono dai tempi dei tempi che nessuno li vuole, vari stati li sopportano di mala voglia.

Se fosse semplice dargli casa, cittadinanza e lavoro, la felicità regnerebbe.

Ma chi inneggia in coro Rom, Rom, Rom, dimentica che questa etnia non si vuole integrare: nel loro DNA ci sta solo il loro essere Rom, il loro vivere di espedienti, vivere da nomadi senza mai avere una casa, niente regole, nessun pagamento allo Stato, nessuna scuola dell’obbligo per i minori.

Le regole per i Rom non esistono. Eppure alcuni cittadini, nonostante tutto, urlano a grande voce che è una guerra tra poveri e bisogna aiutarli.

Ma i Rom sono quelli che vogliono essere aiutati, ma alle loro condizioni, quindi a continuare le loro opere illegali creandosi castelletti di capitali che tasse non pagano.

Dal papa a qualche vescovo in qualche predica ricordano che i ROM sono esseri umani, tralasciando però che sfuggono a tutte le regole applicate invece dei cittadini, per esempio quando lo Stato dopo una segnalazione da parte di un insegnante zelante, allontana i figli da genitori italiani perché quest’ultimi hanno fatto saltare la scuola. Mentre lo stesso Stato lascia che i piccoli Rom siano costretti a stare per strada invece di frequentare la scuola, a chiedere l’elemosina. E non solo ma ci sono anche casi che non sono rari, di genitori ROM che lasciano i piccoli in mano a qualche disgraziato per il suo piacere.

Rom, Rom, Rom, vivono nel degrado dei loro campi felici di sporcare di inquinare, per esempio quando danno fuoco ai cavi elettrici per liberare il rame dall’isolante incurante di intossicare chi è nei paraggi. Incredibile si parla di inquinamento, di differenziata ma per chi? Solo per i cittadini italiani? I ROM invece possono continuare ad inquinare e fare montagne di spazzatura?

Per non parlare delle bollette da milioni di euro che i comuni pagano per i campi Rom, ma questo sembra normale? E poi a qualche pensionato italiano tagliano gas e luce per bollette da pochi euro?

Non mi sembra di vivere in un paese normale dove si punisce il cittadino per qualunque cosa, e poi questa gente viaggia con auto senza assicurazione e di provenienza dubbia? No non va bene per nulla, questa gente deve mettersi in regola in tutto e per tutto; basta consentirgli di vivere di espedienti.

Articolo di Nico Colani

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright