Benedetto frigorifero

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BENEDETTO FRIGORIFERO
(Ricordo di uno scherzo)

Anni che in Concessionaria assistevamo alle gare delle vendite auto che facevano i venditori.

Mi spiego: la casa madre bandiva sovente dei concorsi SOLO per i VENDITORI.

Se raggiungevano un certo budget di vendita auto avevano dei premi, che potevano essere viaggi all’estero, in Florida, a San Francisco in Club Méditerranée, oppure marchingegni tecnologici.

Stiamo parlando della metà degli anni 70.

In queste gare venivano coinvolti tutti i dipendenti della concessionaria, ma per noi impiegati e per gli operai c’era solo una grande mole di lavoro, niente premi.

Si era sposato un collega operaio, un grande lavoratore, unico suo cruccio tutta la vita era costruirsi la casa. Ogni ora libera era dedicata a quello, non c’erano giorni di festa, ogni giorno serviva per completare la sua casa. Questo ragazzo si sposò, ma non aveva il frigorifero.

Che d’idea balzana ci venne in mente.

Parlai con gli operai (quelli più pazzerelli) e s’inventò un concorso questa volta per il personale dell’officina.

Primo premio? Un frigorifero, bello, grande, gigante.

Per non destare sospetti, si misero in palio anche altri premi….sino a terminare con dei buoni per acquisto olio per auto, al banco del magazzino ricambi.

Io ero l’unica che poteva aver accesso alla carta intestata ecc., d’altronde ero l’unica impiegata che aveva un rapporto amichevole con gli operai….

Purtroppo allora, non so chi, aveva creato delle distanze tra gli impiegati e gli operai. Io non mi curavo di questo, avevo un rapporto cordiale con tutti, anche se all’Amministrazione questo non piaceva.

Preparai la lettera…ben pepata. C’erano dei paletti. I premi venivano dati a chi presentava un certo numero di punti che venivano dati dal numero di codice dei pezzi di ricambi. Mettemmo un lista di codici- pezzo di ricambio e relativo punteggio. I paletti erano dati dal fatto che se i numeri di codice fossero stati sporchi di grasso, la persona veniva penalizzata.

Potete immaginare in un’officina meccanica cosa può succedere? Il grasso la fa da padrone.

Tutti eravamo d’accordo, io con tutti gli operai, perché lo scherzo era finalizzato all’unica vittima che era Angelo (nome di fantasia).

Lui orgoglioso un giorno mi chiama e mi invita a vedere come si era organizzato. Aveva i guanti in lattice, le forbici e si era chiuso l’armadietto a chiave perché gli operai cominciavano a far finta di rubarsi i punti.

Grandi risate dietro le quinte fra me delinquente ed i ragazzi.

Angelo voleva raggiungere il suo obiettivo.

Passa un po’ di tempo e viene a parlarmi il capo-officina.

Mi informava che Angelo stava uscendo fuori dai binari.

Cambiava pezzi di ricambio sulle vetture che non avevano bisogno di quelle sostituzioni.

Qualche cliente poteva bersela….ma tanti potevano incavolarsi e farsi delle domande.

Macché Mario (nome di fantasia) gli dissi…..non rovinarci il gioco, ci stiamo divertendo e Angelo capirà che se fa una messa a punto ad una Escort – Granada o Capri…mica andrà a cambiarle le ganasce?

Invece Angelo voleva quel benedetto frigorifero e un paio di volte venne stoppato dal capo-officina e costretto a non cambiare pezzi che non doveva.

Nell’officina della Concessionaria, regnava il casino più assoluto.

Io ero scatenata da morire. Mi trattenevo ogni volta che Angelo mi invitava a vedere il suo tesoretto. Angelo era felice che Signora Marisa ammirasse il suo lavoro. Mi raccontava che lo seguivano i colleghi sino in bagno per rubargli i punti….Poverino…………

Esagerò troppo………….noi non lo fermavamo. Lo fece Mario……….

Angelo venne da me piangendo e lo scherzo si trasformò quasi in tragedia perché mi disse:

“Signora Marisa non me lo sarei mai aspettato da lei una cosa simile, pensavo che fosse un’amica”

Il capo officina ci disse che a quel punto…….minimo dovevamo comprargli un frigo ……….tutti noi facendo una colletta.