Truffa del biglietto sul parabrezza: come difendersi

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Le mamma dei delinquenti è sempre incinta e questa volta è il turno della truffa del biglietto sul parabrezza.I truffatori, si sa, non dormono letteralmente la notte per inventarsi una nuova idea finalizzata a fregare il prossimo. Tentano di vivere sulla buona fede dei più, in genere persone oneste che accettano facilmente certi inviti o prendono per buoni certi gesti avendo poi sgradite sorprese. Di recente, ho parlato della truffa della bottiglia di plastica infilata nella ruota o della 50 euro.

Ma sono solo gli ultimi esempi. L’elenco è lunghissimo e si aggiorna continuamente. E ogni epoca è segnata da una truffa. Oggi ovviamente le truffe corrono prevalentemente sul web, con gli hacker che tentano in tutti i modi di entrare in possesso dei nostri soldi o dei nostri dati sensibili. Si iniziò con lo spam via mail, ancora oggi in auge. Poi arrivarono i Social e allora via con banner fittizi su Facebook o finte promozioni su WhatsApp. Quando il Bitcoin è arrivato a sfiorare i 20mila dollari lo scorso anno, in una lunga corsa che sembrava interminabile, in molti hanno cavalcato l’onda delle criptovalute. Oggi un po’ scemata dal crollo dei prezzi.

Ma a parte il virtuale, c’è ancora chi tenta di truffare con vecchi modi. Come ad esempio un semplice biglietto di carta lasciato su un parabrezza. E’ capitato ultimamente anche ad un mio amico in quel di Genova.

Ecco in cosa consiste la ormai famosa truffa del biglietto sul parabrezza e cosa si rischia.

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