Unione delle due Coree. Quando si parla di Corea si pensa ad un paese ancora diviso in due da una Guerra fredda finita da un pezzo. Anche se sembra essere ritornata. A Nord c’è un regime comunista, aiutato dalla Cina e appoggiato dalla Russia. A Sud c’è un sistema democratico, capitalista, sostenuto dagli Usa. Il primo Paese viene dipinto in modo pittoresco, quasi si trattasse di Puffolandia. Con a capo un dittatore paffuto e bislacco: il giovane Kim Jong-un (ecco le tante bufale che si dicono su di lui). Il secondo è la Patria di tanti colossi di nostra conoscenza: Samsung, Lg, Daewoo, Hyundai, Kia (qui un elenco completo). Sviluppatisi cavalcando il capitalismo tipico americano.

Una cultura millenaria, uno stesso popolo, diviso dal 1953. Dopo una guerra lunga 3 anni, dove a metterci il naso furono le superpotenze, che non si facevano la guerra direttamente ma usavano altri fronti per dimostrare la propria forza. Come fecero successivamente anche in Vietnam, Indonesia e Cambogia. E nei giorni nostri in Siria e Ucraina.

Corsi e ricorsi storici dunque. Quello che avrà pensato Kim, che dopo aver lanciato vari missili per impressionare l’Occidente e far capire che la Corea del Nord non era una terra facile di conquista e dopo offese reciproche col Presidente Trump, ha forse capito che isolarsi dal Mondo non conviene. Dato che siamo nel 2018 e alla luce della brutta fine di tutte le dittature del ‘900.

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