Bondi e Quagliariello: i due politici più trasformisti di tutti

IL PRIMO SI ALLONTANA DAL GOVERNO RENZI USCENDO DA NCD, IL SECONDO INVECE SI AVVICINA. HANNO CAMBIATO SPESSO OPINIONE POLITICA

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Bondi e Quagliariello esperti mondiali del “salto della quaglia”.

Nella lingua italiana per ‘salto della quaglia’ si intende sia un gioco molto popolare a Roma, sia un metodo contraccettivo, sia un modo per indicare il cambiare partito politico senza farsi troppe preoccupazioni. In questa sede mi occuperò di questo terzo significato, molto in auge nella politica italiana soprattutto con l’avvento della Seconda Repubblica, grazie alla quale sono aumentati esponenzialmente i voltagabbana ad ogni legislatura.

Anni fa ho dedicato un post ai tanti che negli anni hanno cambiato radicalmente idea, passando da posizioni laiche, se non perfino anticlericali, a posizioni democristiane. Avevo anche stilato una Top sei, posizionando al primo posto Gaetano Quagliariello. Bene, il nostro non si smentisce mai e in questi giorni ha cambiato ancora una volta idea. Così come un altro voltagabbana doc della politica italiana: Sandro Bondi.

GAETANO QUAGLIARIELLO, RADICALE NEL CAMBIAMENTO

Iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale. Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull’aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata. Nel corso di una marcia antinuclearista contro la centrale nucleare di Avetrana, assieme a Francesco Rutelli viene arrestato per essere entrato in una zona off limits.

Poi nel ’94, come tanti, anche lui ebbe l’illuminazione e la chiamata dal Cavaliere; così presentava il suo passaggio a Forza Italia: “Gladstone nasce conservatore e diventa laburista, Churchill, il tory, ha un passato laburista. Il mio è un percorso tutto interno al liberalismo”.
Questo percorso lo porterà tra il 2001 e il 2006 ad essere consigliere per gli Affari Culturali del presidente del Senato, Marcello Pera; mentre nel 2006 è stato eletto senatore in Toscana, divenendo membro della commissione Affari Costituzionali. Confermato al Senato nel 2008, è membro della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà. Anche lui, come Capezzone, è passato dall’essere un anticlericale e liberale, ad un catto-conservatore. Palese ciò quando dichiarò, all’indomani della morte di Eluana Englaro: «Eluana non è morta, è stata ammazzata»

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