Forse è amore

31

Cosa è l’amore ? Ho sentito dire tante belle teorie ma arrivare a leggere e rileggere il libri sull’argomento pur di dare una forma a questo sentimento che non fosse la classica equazione mamma e figlio è veramente preoccupante. Eppure con te è stato il classico e vero colpo di fulmine perché hai dato in quel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione nel nostro primo incontro le risposte che stavo cercando. Immersa nella paura come sempre succede quando inizia una storia senza radici che non sai se prenderà la via dell’amicizia o di quel sentimento più profondo che ti consiglia di abbandonare l’io e sostituirlo con il noi.

Ma ancora non sapevi se eri pronta a staccarti dai precedenti legami, dalle tue convinzioni ogni giorno più rigide, abbandonarti a quello stato fluido e creativo in cui ci si riconosce reciprocamente per tendere alla fusione.

Eppure tu ad ogni incontro così fortemente voluto, aspettavi che il mio corpo ormai pervaso dai dolori per la troppa attesa, mi prendevi spudoratamente, creando quell’unione, in cui solo due liquidi sempre alla costante ricerca della forma propria trovano pace nonostante l’assenza di forze esterne. Le tue parole erano legge per me come d’altronde è giusto che sia in amore, tu mi dicevi : vedrai devi solo avere pazienza ed io mi facevo forza e cercavo di sviluppare quell’ignota predisposizione, proprio io che detesto tutto ciò che è inerente alla moderazione e tolleranza, ubbidivo.

I primi giorni tu dicevi: noi non siamo amici, non siamo amanti, siamo complici.

Dovevo capirlo da sola. All’inizio la nostra alcova era il letto, si un po’ squallido con quelle lenzuola mai bianche ed il copriletto o celeste o verde, colori veramente privi di emozione. In seguito siamo passati alla poltrona e li sono apparsi i primi dubbi sulla nostra relazione. Era chiaro eravamo complici con la forma mentis da amanti sempre paranoici che occhi indiscreti ci vedessero e parlassero di noi. Abbiamo iniziato a darci appuntamenti mensili in orari improbabili ma pur di vederci sopportavamo il peso della clandestinità.

Io molto spesso dopo i nostri incontri mi sentivo enorme, grassa ,gonfia e per questo avevo paura di perderti perché tu avevi conosciuto una ragazza magrolina biondissima con un bel seno sempre vestita alla moda e un anello nella mano destra, semplice ma prezioso, solo uno perché i ricchi non ostentano e perché il troppo disturba e questo amore ossessivo prepotente era troppo invasivo e disturbava il mio sonno più dei rantoli delle persone morenti che avevo al mio fianco.

Tu eri abituato ad abbracciare Chanel Numero 5 invece adesso vuoi solo quell’odore banale dell’alcool etilico ed anche questo è un chiaro avviso del mutamento del nostro rapporto.

Tutte idiozie eresie quelle della crisi dei sette anni, per noi la crisi è iniziata prima della nostra relazione che ormai fra alti e bassi sta durando da quasi trent’anni.

Non so cosa si festeggi dopo trent’anni di convivenza e non mi importa perché adesso sono serena ho trovato finalmente risposta alla mia perenne domanda sul significato dell’amore, non è quello fra madre e figlio perché li c’è una scelta ed una consapevolezza continua e costante, noi no, non ci siamo scelti, non ci siamo voluti ma ora quando non ci sei mi manchi.

Io adesso so cosa è l’amore, esserci nel momento del bisogno e tu ci sei, cortisone, essenziale rimedio per la mia anima martoriata nel corpo.