Lettera al mio cane. La mia principessa

M'hai accompagnata ovunque, hai conosciuto tutti gli angoli della mia vita. Hai conosciuto i miei amici e le mie amiche e ci portavi in giro a destra e a manca, per le città e per le campagne.

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Dedico questa lettera al mio cane: principessa.

Cara principessa. Non hai avuto neanche la forza d’alzare lo sguardo per salutarmi un’ultima volta, ieri sera.

Le rughe, ormai, ti coprivano ‘l viso, ti chiudevano gli occhi e, ingobbita dal peso del cielo, guardavi solo ‘l prato. Ieri, non m’hai nemmeno portata a passeggio per i campi. Lo facevi sempre. Fin da quand’ero piccola. Mi prendevi per mano e mi portavi al parco a giocare. Giocavamo a palla, a frisbee, a chiapparella, a nascondino, correvamo insieme e insieme, la sera, tornavamo a casa, esauste. Ci raccontavamo segreti e ci guardavamo films e ci leggevamo libri. Allo stesso passo,  attraversavamo sentieri, boschi, campi, monti, mari, fiumi. D’Inverno, giocavamo a palle di neve, ci rincorrevamo, affondando nel manto bianco e soffice e, insieme, costruivamo simpatici pupazzi di neve. D’Estate, andavamo al mare.

Ti ricordi ‘l mare?

Correvamo sulla sabbia rovente e ci tuffavamo in acqua per rinfrescarci i piedi, ci spruzzavamo correndo vicine fra le onde. Poi, il fiume. Il fiume te lo ricordi, lo so. Passeggiavamo per tutt’il parco fluviale e poi c’immergevamo in quell’acqua fresca e limpida. Camminavamo sui ciottoli e c’aggrappavamo l’una all’altra per non scivolare. Ci stendevamo al sole a farci riscaldare ‘l cuore e leggevamo libri e ci raccontavamo storie. Adesso, hai conosciuto anche la montagna. Hai conosciuto ‘l suo sole e’ l suo gelo. M’hai anche accompagnata a far amicizia con le mucche, ti ricordi? Anche se, tu ne avevi un po’ paura. M’hai accompagnata, a volte, persino al maneggio, anche se, i cavalli, ugualmente, ti facevano un po’ paura. E ancora m’hai accompagnata in biblioteca, m’hai accompagnata a far la spesa.

M’hai accompagnata ovunque, hai conosciuto tutti gli angoli della mia vita. Hai conosciuto i miei amici e le mie amiche e ci portavi in giro a destra e a manca, per le città e per le campagne.

Hai voluto bene a tutti e tutti t’hanno voluto bene. Hai conosciuto anche ‘l mio amore e, in tutta la famiglia, sei stata l’unica a conoscerlo veramente. Sei stata l’unica a capirlo veramente. Nessuno, in famiglia, l’aveva mai accolto gentilmente. Solo tu. Gli aprivi la porta di casa, tutta felice di vederlo e di vedermi felice. Ci portavi al fiume e chiacchieravamo insieme e parlavi anche con lui. Chi sa che gli dicevi!

Hai sempre voluto il mio bene.

M’hai sempre voluto bene. A volte, mi lasciavi piangere nell’incavo del tuo collo caldo e m’ascoltavi singhiozzare e mi carezzavi dolcemente i capelli. Mi sei stata vicina sempre ed io sempre ti sono stata accanto. Anche quando stavi male, ricordi? Leggevo libri ad alta voce per te e tu m’ascoltavi, t’accarezzavo la testa e tu t’addormentavi e, quand’hai cominciato a star meglio, sei venuta a dormire accanto a me, nel mio letto. Ti stringevi a me e mi davi i bacini sulla guancia.

Invece, questa volta, non ne hai avuto ‘l tempo.

Non hai avuto neanche la forza d’alzare lo sguardo per salutarmi un’ultima volta. Sapevi ch’era il momento. Lo sapevo anch’io, eppure non ci siamo dette niente. Una carezza soltanto. Hai aspettato la notte, hai aspettato ‘l silenzio e la solitudine. Non ti sei mai fatta vedere soffrire. Non ti saresti mai fatta vedere morire. Te ne sei andata, così, col naso fuori dalla porta, pronta ad uscire, a spiccare il volo. T’ho presa in braccio, corpo morto, t’ho sistemata ben bene, avvolta nelle tue coperte, in un tronco cavo, in riva al fiume. Il legno ti riscalderà, ti proteggerà. Il fiume ti cullerà, ti carezzerà. La tua amica, t’ha lasciato dei fiori, raccolti apposta per te, fuori dalla porta. La gatta, t’ha lasciato un topino morto, cacciato apposta per te, fuori dalla cuccia. Ho sganciato ‘l collare dal tuo collo e l’ho stretto forte al mio petto.

Addio, amico cane.

Lettera al mio cane – Camilla Frattolillo

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