Lettera alla ministra dell’Istruzione Azzolina

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Cortese ministra Azzolina,
sono una docente della Secondaria di primo grado “Francesco Amalteo” di Oderzo (Treviso) che, pur sentendo dentro di sé che lei non leggerà questa mail, le scrive ugualmente… almeno mi varrà come sfogo!
In questo periodo di DAD lei ha occupato una posizione estremamente delicata e molto facilmente attaccabile e chiunque, al suo posto, sarebbe stato criticato per qualunque decisione avesse mai preso.
Ammiro la sua giovane età e soprattutto la grande volontà di fare bene in nome della sicurezza dei bambini e dei giovani, visti come il nostro domani.
Nonostante ciò, è giusto che lei sappia che lavorare con la DAD per me non è stato per nulla umano, dovendo badare anche alla DAD dei miei tre figli di 10, 11 e 12 anni. E’ stata un’impresa ardua anzi di più, non esistono parole in grado di definire la mia situazione pertanto il mio desiderio di un ritorno a settembre fra i banchi delle mie aule è incontenibile.
Mi si è chiesto davvero troppo e sono stata, nello stesso tempo, una docente stressata (dai genitori ossessivi e pretenziosi, nonostante le apparenze, dalle mails continue della mia scuola, quelle dei colleghi e quelle dei rappresentanti di classe, dalle lezioni in videoconferenza o sincrone o meet come le si voglia chiamare), una madre, avvilita dai figli prigionieri in casa, depressi e massacrati dai compiti, una moglie triste, una casalinga disperata e una “stampatrice” incessante di fotocopie per i suoi tre figli.
Quando ero a scuola, ero una docente soltanto, ma ora sono più persone e più cose nello stesso momento. Inoltre, mi si sono aggiunti problemi di salute e così sono inevitabilmente crollata.
Le scrivo, quindi, non solo per un mio sfogo, ma anche per incoraggiarla a trovare una soluzione in nome del ritorno settembrino a scuola. Bisogna non semplicemente fare il possibile, ma fare miracoli, perché, se la scuola per tanto tempo è stata fatta tra i banchi, un motivo ci sarà pure!
La DAD ci è servita per non perdere i contatti, ma lei, che è anche docente, sa perfettamente che la vera scuola è una relazione, una ragnatela, una maglia di rapporti, di sguardi, di sorrisi, di pacche sulle spalle e di tanto altro.
Se in futuro la scuola dovesse essere per sempre a distanza, sentirei calpestate e svilite la mia figura e la mia professionalità di docente, amante appassionata del proprio lavoro ed entusiasta del fascino della conoscenza.
In questo periodo di DAD, ho pensato sì ai programmi, ma soprattutto a stare vicino ai miei alunni lungo il cammino mirabile della conoscenza con la vivida speranza che anche i docenti dei miei tre figli facessero lo stesso.
Lo studio è passione, è coinvolgimento, è vita!
Vorrei, alla fine di queste mie parole digitate, spendere due righe per la mia giovane e capace dirigente Meneghel Francesca che sempre mi ha sostenuto e soprattutto, quando sono stata costretta a lasciare la scuola per motivi di salute.
Se leggerà la mia mail, sarò felice del tempo dedicatomi altrimenti…pazienza!
La ringrazio con ammirazione e le ricordo che la sostengo sinceramente.
Agnese Avitabile, docente di Lettere presso la Scuola Secondaria di primo grado “Francesco Amalteo” di Oderzo (Treviso)

Lettera alla ministra dell’Istruzione Azzolina

Di : Agnese Avitabile