Neuroni specchio, e non solo, per il miglioramento della prestazione sportiva.

Inizio a scrivere questo articolo, partendo da un presupposto che ritengo fondamentale, per il miglioramento di qualunque prestazione sportiva: la ricerca scientifica è di vitale importanza, per l’ottenimento di grandi risultati.

Durante l’arco di una stagione agonistica, di un qualsiasi sport, come il calcio, ma il discorso può essere esteso, tranquillamente, a qualsiasi altro sport, si mira, soprattutto alla conservazione, per poterla utilizzare, per tutto l’arco della gara, dell’energia necessaria a perseguire l’obiettivo prefissato. Questo va bene ed è sacrosanto, ma l’allenamento delle abilità mentali specifiche vengono trascurate, se non, addirittura dimenticate.

Non è la prima volta, che si sente dire, dai santoni del calcio, che la testa è fondamentale, per un efficace rendimento sportivo. Inoltre, si dice spesso, Che la partita è stata vinta o persa, ancor prima di scendere in campo.

Tutti lo riconoscono, ma pochi applicano queste regole. Ci tengo a sottolineare, un altro aspetto che ritengo di notevole importanza. Le società sportive, avvalendosi di queste conoscenze, dovrebbero scegliere gli atleti, non solo in funzione della capacità atletica e di quella tecnica, ma anche in riferimento alle caratteristiche comportamentali e di sostegno alla squadra. Questo approccio eviterebbe, molti dissidi ed alterazioni delle dinamiche di gruppo, che spesso si notano, in alcune compagini calcistiche.

Un ultimo aspetto da evidenziare, riguarda gli allenatori. Specialmente, quelli più avanti negli anni, che hanno un grande bagaglio di esperienze e di trofei, spesso, commettono gli errori più eclatanti, fino ad arrivare al loro esonero. Mi riferisco a quella caratteristica della mente, di operare per coerenza. Cioè, quello che ha funzionato, in precedenza, in un altro contesto, deve funzionare anche in un ambiente diverso.

Se qualcosa non va, per il verso giusto, si pensa che sia dovuto alla non corretta esecuzione del compito.

Cosi facendo, si reitera nell’errore, fino ad arrivare ad un punto di non ritorno. Il segreto si trova nell’elasticità, nella capacità di adattamento. Essendo cambiato l’ambiente, il contesto, spesso, è necessario modificare molte cose, per avere risultati di uguale portata, a quelli precedenti. Ad onor del vero, noto questo atteggiamento, nei coach emergenti, giovani, con una grande apertura mentale. Qualcuno diceva, la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre.

Ritornando, all’argomento, in oggetto, i neuroni specchio, c’è da dire che in molti sport di squadra, come il calcio, le informazioni da analizzare, dall’atleta, sono moltissime, quindi, egli deve essere preparato a ricevere solo quelle ritenute fondamentali, in un determinato contesto, per riuscire a dare una risposta molto più specifica.

Questo può essere possibile, allenando i neuroni specchio.

Sorvolando la parte anatomica, per non essere troppo prolisso, mi limito a dire che, questo particolare tipo di neurone, si attiva sia quando eseguiamo un azione, sia quando la osserviamo compiere da un altra persona. Inoltre, una stessa azione effettuata con fini diversi, attiva neuroni differenti. Ancora, c’è da specificare che, gesti differenti, ma fatti con lo stesso fine, mettono in azione gli stessi neuroni.

Per questo ed altri motivi, ogni allenamento deve avere una motivazione, ben definita, che faccia riferimento ad una fase specifica del gioco, se vogliamo addestrare adeguatamente le facoltà cognitive.

Non è raro, osservare che le abilità mentali vengano preparate, in situazioni non in linea con il gioco specifico, ma a se stanti.

Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Seneca)


Dott. Sicignano antonio

Medico di Medicina Generale
Medico Psicoterapeuta
Specialista in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana
Esperto in Psicologia dello Sport
Presidente comitato Campania SPOPSAM
Membro direttivo Nazionale SPOPSAM
Mind set coach