Gli anziani non hanno bisogno di sbarre alle finestre ma di amore!

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Le case di riposo  o istituiti per anziani o residenze protette per anziani, e sono termini che infine, specificano la stessa cosa, al di là delle brochure patinate e strapiene di sorrisi, non dovrebbero nemmeno esistere.

L’anziano, o il vecchio, come ormai d’uso indicarli nella nostra società evoluta, mentre sono solamente persone avanti negli anni, andrebbe, tranne in casi particolari ed ingestibili, assistito amorevolmente nelle proprie famiglie. Lo Stato, inoltre, si dovrebbe impegnare, obbedendo tra l’altro ai suoi principi costituzionali. Ovvero il principio secondo il quale dovrebbe garantire appoggio economico e supporto sociale e sanitario.

Ma in fondo a chi interessano “i vecchi” nella nostra società efficiente ed efficace, tutta orientata al profitto ed all’apparenza?

Dopo aver lavorato una vita, aver pagato tasse e contributi, aver cresciuto ed aiutato i propri figli ed aver contribuito al benessere della propria società, ora, con gli anni avanzati alle calcagna, diventano vuoti a perdere ai quali nemmeno è consentito loro di esercitare il libero arbitrio.

Il suicidio è l’ extrema ratio della disperazione e della solitudine.

Chi arriva a togliersi la vita compie questo gesto perché non vede più una luce e si sente defraudato di quel conforto e di quell’amore che gli spetterebbe di diritto.

Due suicidi di altrettanti anziani, in due giorni, presso la casa di riposo di Monselice fanno riflettere e debbono indurci a considerare se dentro di noi abbiamo ancora un’anima, se, abbiamo ancora un’anima!

Quando è stata inaugurata la nuova ala della casa di riposo di Monselice, il Sistema ne ha fatto un’ampia propaganda, ed i politici e responsabili di turno si pregiavano di questa opera nuova, dagli ampi e luminosi spazi, con tutti i comfort, dimenticando forse, che se in qualsiasi opera manca l’amore, manca tutto.

Ed i suicidi di questi giorni stanno a testimoniarlo!

E come si reagisce a quanto accaduto?

Si bloccano le finestre togliendo a questi dimenticati dalla società persino il diritto di disporre della propria vita!

A quando le sbarre alle finestre come il carcere?

Magari, per adesso,  schiere di psicologi si prenderanno carico di queste persone, dirigenti, politici e responsabili si appresteranno a scaricare le proprie responsabilità di competenza, e il triste accaduto verrà archiviato, dopo i solenni funerali, come un incidente di percorso!

Tanto, gli anziani come i bambini non vanno nemmeno a votare e a chi possono interessare  quindi due persone che si sono suicidate?!

Quando una società dimentica i bambini e gli anziani, ovvero il futuro ed il passato, è prossima al suo epilogo e forse è giusto che sia cosi, vista la piaga dell’indifferenza che pervade la nostra società!

In altri tempi, e la memoria sciaguratamente dimentica, operavano i campi di concentramento e di sterminio, dove venivano internati e soppressi anche i disabili, in nome della razza pura. L’indifferenza e l’egoismo possono riportare indietro l’orologio della storia che qualcosa dovrebbe pur averci insegnato!

Allora, ogni politico, ogni dirigente, ogni responsabile, ogni parente, ogni figlio, ogni amico ed ognuno di noi, prenda veramente a cuore la bellezza e la saggezza dei nostri anziani, perché non hanno bisogno di sbarre alle finestre o di psicologi o di proclami inutili ma di amore, di ascolto, di una carezza, ed allora,  mai nessun altro si getterà da una finestra.

Antonio Stasolla

Presidente Afoid Italiana Dirittamoci