Equity crowdfunding per investire nelle startup italiane

Nell'epoca del web, le collette on-line hanno acquisito popolarità e diffusione, nonché punte di efficacia assolutamente stratosferiche

80

Con l’equity crowdfunding e le grandi piattaforme di raccolta di investimenti on line, il futuro è ora!

Nell’arco delle nostre vite, assistiamo spesso a raccolte di fondi attraverso collette, per gli scopi più disparati, anche positivi e senza fini di lucro, magari a favore delle attività di prestigiosi e tradizionali enti che si occupano di soccorsi alle persone infortunate od in difficoltà.

Nell’epoca del web, le collette on-line hanno acquisito popolarità e diffusione, nonché punte di efficacia assolutamente stratosferiche

Purtroppo, come ogni attività umana, anche le collette sul web attirano persone dedite al crimine o comunque ad attività poco chiare.

Lo stesso autore del materiale che state leggendo ha visto finire in galera chi aveva raccolto fondi per beneficenza usando un certo pressappochismo, anche se non necessariamente con intenzioni criminose.

Tutto ciò premesso, anche il crowdfunding potrebbe paragonarsi ad una colletta sul web, ed in particolare l‘equity crowdfunding permette a nuove ed avveniristiche società ed imprese di autofinanziarsi sul web e quindi sul libero mercato, e le leggi e le normative italiane sono le più avanzate nel proteggere i consumatori e gli investitori da possibili abusi e da avventurieri privi di scrupoli.

Il crowdfunding è una forma di finanziamento collettivo, in cui si richiede al pubblico di finanziare determinati obiettivi e risultati, che possono essere tanti come i tipi di crowdfunding.

Ad esempio, trovare i soldi per permettere ad un malato una costosa operazione chirurgica, oppure finanziare la raccolta di cibo e medicinali in aree disagiate oppure soccorrere aree geografiche funestate da calamità naturali etc. etc.

Riguardo all’equity crowdfunding, la Consob ci chiarisce che “si parla di equity-based crowdfunding quando tramite l’investimento on line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società. In tal caso, la ricompensa per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell‘impresa“.

Il crowdfunding, allo stato, permette già di investire in quote di società o di imprese senza dover passare attraverso gli investimenti di Borsa.

Siamo arrivati all’avveniristica possibilità di investire in quote societarie senza disturbare commercialisti o notai, ed il futuro sembra orientato a sviluppi sempre crescenti della ricerca di capitali di rischio attraverso appositi siti sul web.

Una rapida ricerca sul sito di argomenti. ilsole24ore-parolechiave-crowdfunding permette di immediatamente constatare l’ampiezza del fenomeno, e di accertare subito che in un solo anno ossia nel 2018 il volume di raccolta del crowdfunding in Italia è semplicemente raddoppiato!

Il nuovo e recentemente disciplinato equity crowdfunding permette ora alle società non quotate in borsa, che già avevano avuto la possibilità di confrontarsi con la grande innovazione dei mini-bond, di trovare la classica “folla di investitori” ossia la crowd disposta al funding (cioè l‘investimento). Attraverso portali on line vigilati ed autorizzati dalla Consob (che già aveva la vigilanza sulla borsa e sugli investimenti di borsa italiani), gli investitori piccoli e grandi possono cercare startup innovative e PMI promettenti e suscettibili di interessanti sviluppi per il futuro, ed acquistare quote societarie di startup e PMI.

Si tratta di una vera e propria sollecitazione del pubblico risparmio in cui le piattaforme web selezionano determinate imprese o società su cui investire e ne preparano vere e proprie schede da sottoporre al pubblico di utenti della piattaforma.

Il pubblico di utenti a sua volta liberamente decide su cosa e su chi investire con importi anche di piccola entità: parliamo di investitori ed investimenti che quindi non richiedono particolare qualificazione, perché il lavoro di valutazione delle imprese e della loro documentazione (ivi compreso il business plan) è già stato compiuto a monte, dallo stesso portale o piattaforma di finanziamento.

Certo, si tratta di investimenti a rischio, come è a rischio qualsiasi investimento su un impresa o su una società, perché anche la migliore e più avveduta intrapresa ed impresa possono andare in fumo travolte dalla sfortuna o da inaspettati eventi economici o borsistici o perfino naturali (terremoti, tsunami etc. etc.).

E tuttavia i piccoli investitori hanno la possibilità di diversificare i propri piccoli investimenti, grazie alla possibilità di investire piccoli importi, come 500 e perfino 250 euro.

Il giro di affari del settore sta crescendo vorticosamente, perché i piccoli investitori si rendono conto di avere nelle mani delle occasioni mai prima avute, ossia investimenti in società ed imprese innovative o assai promettenti e comunque proiettate nel futuro.

Ed uno dei più grossi portali di raccolta di equity crowdfunding ci tiene a specificare che nessuna delle società ed imprese presenti sul sito web, su cui il pubblico ha potuto investire, ha mai finora riservato sorprese ; e questo dipende dal funzionamento stesso del settore, disciplinato da leggi e regolamenti ed aggiornamenti normativi della Consob.

Inoltre, nel 2018 e nel 2019 le leggi finanziarie e di programmazione economica hanno apprestato incisive agevolazioni fiscali, tanto da rendere sempre più interessante ed appetibile questo settore che si avvia a fare le veci di una vera e propria borsa per piccoli investitori e per società non ancora quotate in borsa.

Il 26 novembre 2018 Baldissera, l’Amministratore Delegato di CrowdFundme (uno dei più grandi portali di raccolta degli investimenti in equity croudfunding) ha chiarito i motivi per cui il suo portale è arrivato in Borsa ed è stato il primo esempio di piattaforma di equity crowdfunding ad ottenere la quotazione alla Borsa di Milano (intervista di websim a Tommaso Baldissera Pacchetti).

Va rilevato che, se Mamacrowd è stato il primo portale per il capitale raccolto negli ultimi tre anni, CroudFundme sembra avviarsi ad essere il primo portale italiano come numero di investitori nell’equity crowdfunding.

L’Amministratore di Crowdfundme ha spiegato, in intervista di cui sopra, che il portale da lui amministrato intende unire due mondi, quello del fintech e quello della finanza tradizionale, e quindi diffondere ulteriormente la conoscenza dell’equity crowdfunding contribuendo quindi ad un costruttivo lavoro di educazione finanziaria nonché ad un auspicabile futuro percorso ideale delle startup. Si parte dalle intuizioni di un imprenditore o di un gruppo di soci e si rischia inizialmente con il proprio capitale, poi si aumenta il capitale con il sistema di raccolta di capitale (destinato ad investimenti a rischio) costituito dal crowdfunding ed infine, grazie alla crescita consentita dai capitali raccolti attraverso gli investimenti di piccoli e grandi investitori, si può arrivare in Borsa.

L’acquisto di azioni o di quote (rischioso come l’acquisto di tutte le azioni: l’autore dell’articolo non sta consigliando investimenti) di società e portali che lavorano nell’equity crowdfunding può essere interessante in un momento di generalizzato stress dei mercati, in quanto si tratta di un settore strategico, assai in crescita e proiettato nel futuro.

Inoltre, le detrazioni fiscali aumentano di continuo, tanto che già nel novembre 2018 erano pari al 30%, e le norme attuali permettono di ulteriormente snellire lo scambio delle quote societarie e di investire in società non quotate in borsa attraverso accordi con le SIM attive sul mercato del Trading on line (nel caso in questione: Directa SIM): in questi casi si può usufruire del cosiddetto Regime Alternativo di Intestazione evitando spese ulteriori per i servigi professionali di Notai e commercialisti.

In definitiva, gli utenti di CrowdFundme costituiscono (in maniera analoga agli altri portali di raccolta) un nuovo tipo di investitori in StartUp e PMI, con investimenti medi di 2.000,00 (duemila) euro (anche se circa l’11% degli investitori ha versato somme pari a centinaia di migliaia di Euro.

Il 28 gennaio 2019 anche Wired (prestigiosa ed internazionale testata USA nota come “la Bibbia di Internet”, fondata da Louis Rossetto e Nicholas Negroponte) ha sancito lo sviluppo del crowdfunding in Italia ed il decisivo e definitivo sviluppo dell’equity crowdfunding, grazie ad una sempre maggiore qualità e statura delle startup ed imprese presentate sui portali di raccolta di investimenti di settore (articolo di Michele Chicco: “Equity Croudfunding: decolla anche in Italia l ‘investimento di gruppo”).

Le prospettive sono tanto rosee e positive che nei primi venti giorni di gennaio 2019 i portali di raccolta sul web hanno già richiamato più investimenti di quanti ne erano stati raccolti nell’intero 2014 ed in tutto il 2015.

La recente legge di bilancio ha alzato fino al 40% le deduzioni fiscali per coloro che investono in startup, ed ora l’investimento è possibile anche su piccole e medie imprese tradizionali, precedentemente escluse dalla raccolta sul web di capitali a rischio: parliamo di PMI comunque assai promettenti e presenti in settori di nicchia o di forte espansione. Grazie ai nuovi sistemi con cui le società di equity crowdfunding selezionano le startup e PMI presenti sui loro portali, gli investitori possono investire in aziende sempre migliori ed ancor più interessanti rispetto al passato.

Secondo le monitorazioni del Politecnico di Milano, riportate su Wired, il crowdfunding viaggia in controtendenza, e negli appena trascorsi tre anni di raccolta di investimenti ha permesso agli investitori dei ritorni teorici positivi di quasi il 14%. Tra l’altro, sempre sul sito di Wired e ad illustrazione del predetto articolo, è possibile monitorare l’andamento dalla fondazione ad oggi dei principali 15 portali di equity crowdfunding in Italia. A quanto pare, ci sono significative percentuali di piccoli investitori che fanno più di tre e perfino più di dieci investimenti in startup e PMI.

Con piccoli importi di denaro, sembra quindi che si possano fare interessanti investimenti diversificati ed ottenere buoni investimenti, soprattutto a lungo termine.

Ora nel grande mare del Venture Capital, ossia gli apporti di capitali di rischio in settori ad elevato potenziale di sviluppo, l’Italia può già vantare una sempre più elevata percentuale di investimenti in equity crowdfunding, ma giova ricordare in proposito che in Gran Bretagna tale percentuale ha già raggiunto il 40% e continua a crescere, e se le attuali tendenze verranno rispettate (in assenza di imprevisti) potremo raggiungere anche noi delle percentuali analoghe se non superiori di investimenti in equity crowdfunding sul totale del venture capital.

L’interesse sempre crescente dei consumatori verso il settore di investimenti di cui stiamo parlando, ha spinto la Consob ad apprestare sul web le indispensabili conoscenze e precauzioni di cui i piccoli investitori devono essere a conoscenza (consob.it/web/investor-education/crowdfunding), come le necessarie premesse che comunque si tratta di investire su aziende a rischio che per anni possono non offrire dividendi agli investitori e presentare rischi di illiquidità, ossia le quote societarie acquistate potrebbero non essere prontamente trasformate in moneta come avviene per le azioni trattate in borsa: i rischi della Borsa senza gli eventuali vantaggi di essa.

Nel sito web della Consob si chiarisce che le leggi italiane in vigore nonché la normativa Consob hanno avuto la specifica missione di creare un ambiente affidabile nei limiti del possibile, tale da creare fiducia negli investitori: di conseguenza oggi gli investitori possono consultare ed usare i portali on line di equity crowdfunding, che offrono informazioni necessarie a decidere se investire su start-up innovative e PMI promettenti e proiettate nel futuro, di cui si diventa soci partecipando al rischio di impresa.

I portali on line di equity crowdfunding sono quindi in grado di offrire agli investitori delle vere e proprie schede redatte secondo  modello standard allegato a regolamento Consob, schede o presentazioni che possono essere anche multimediali con video od immagini o pitch (presentazioni in Microsoft Powerpoint).

Nell’intento di garantire qualità ed affidabilità dei soggetti che gestiscono tali portali on line, i portali on line di equity crowdfunding devono essere gestiti da:

  1. soggetti autorizzati dalla Consob ed iscritti in un apposito registro, oppure
  2. banche e SIM (imprese di investimento), tanto che entrambe le categorie di gestori sono consultabili su un apposito elenco dei gestori dei portali, sul sito della Consob.

Equity crowdfunding

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE:

https://www.wired.it/economia/finanza/2019/01/28/equity-crowdfunding-startup/    indirizzo URL del sito di Wired, con l’articolo di Michele Chicco, del 28 Gennaio 2019, “ Equity crowdfunding: decolla anche in Italia l’investimento di gruppo “, in cui si sottolineano gli eccezionali risultati del 2017 e 2018 nella raccolta di investimenti del settore

https://www.repubblica.it/economia/2019/02/03/news/soci_di_una_start-up_con_250_euro_come_funziona_l_equity_crowdfunding-217884798/   sul sito di repubblica.it Economia & Finanza, articolo “ Soci di una startup con 250 euro:come funziona l’equity crowdfunding “, del 3 febbraio 2019, di Michele Formica

https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-01-05/equity-crowdfunding-come-funziona-spiegato-cinque-punti-122209.shtml?uuid=AExvsMcD  sito de Il Sole 24 Ore-finanza e Mercati, con articolo di Alberto Magnani del 05 gennaio 2018, “ Equity croudfunding m come funziona in cinque punti “

https://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/crowdfunding.php  sito del Il Sole 24 Ore-Argomenti con rassegna stampa aggiornata per parole chiave, in qs caso su “ Crowdfunding”

http://www.consob.it/web/investor-education/crowdfunding sito della Consob con utili indicazioni, definizioni e precauzioni opportune da conoscere per chi volesse investire in crowdfunding

http://www.crowdfundingbuzz.it/ sito del magazine di settore Crowdfundingbuzz, con tutto ciò riguarda l’equity crowdfunding, dalla normativa in legge di bilancio alle ultime attualità, prospettive e tendenze di mercato, e vere e proprie “ chicche” ( come il crowdfunding come strumento di branding:Fastweb lancia la call fastweb4school) – per i nuovi benefici fiscali e l’emissione di bond attraverso piattaforme di equity crowdfunding vedasi  http://www.crowdfundingbuzz.it/le-nuove-misure-della-legge-bilancio-2019-spingeranno-crowd-investire-startup-pmi/

http://www.consob.it/documents/46180/46181/reg_consob_2013_18592.pdf/54eae6e4-ca37-4c59-984c-cb5df90a8393 per consultare il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on line, adottato con delibera Consob n. 18592 del 26 giugno 2013, ed aggiornato da modifiche apportate con Del. N. 19520 del 24 febbraio 2016

https://www.lastampa.it/2018/10/04/economia/nel-il-boom-dellequity-crowdfunding-KPLer63n3Wlio0zjlK921L/pagina.html con “Nel 2018 il boom dell‘equità crowdfunding”, che conferma la generale tendenza del settore ed offre interessanti esempi di aziende innovative di settore

normativa sull’equità crowdfunding, oltre che sul sito CONSOB, può essere trovata anche su https://www.crowd-funding.cloud/it/regolamento-consob-sull-equity-crowdfunding-418.asp e su

http://italiancrowdfunding.it/nuovo-regolamento-equity-crowdfunding/

Per altri articoli dello stesso autore: https://www.facebook.com/paolo.nicoletti.7568