Giovani, la loro fragilità, la loro forza

Una società di giovani Neet

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L’impatto sociale di quel che fanno risulta arcinoto; del loro fare economico meno, eppure sono l’oggi e il futuro; hanno idee, vigore e salute; sono istruiti, flessibili, prolifici; hanno disposizione all’acquisto cheppoi consumano dando sprone al produrre che sprona l’occupazione; dispongono di capacità contributiva, contribuiscono a pagare le pensioni; governeranno il domani.

Risorse a iosa, insomma, buone per migliorare la produttività del sistema economico. Risorse appannaggio di queste generazioni, quelle che… massì gli 81 milioni di giovani disoccupati nel mondo, il 10 per cento in Eu, il 18 per cento negli Usa. Poi ci sono quelli inoccupati, quei 2 milioni di Neet censiti in Italia; e ancora quelli sottoccupati, quelli precari e quelli sotto remunerati.

Risorse, queste, non utilizzate, sottratte allo sviluppo che diventano zavorra, costo!

Già, per loro salari e stipendi insufficienti oggi, le pensioni domani; mancando pure di “affidabilità creditizia” non confezionano quella domanda che sprona la crescita.

Mal impiegati, viene sperperato il loro capitale umano; esclusi, disperso capitale sociale. Questo loro disagio genera allarme sociale. Aumenta con loro il debito privato, si riduce la capacità contributiva, aumenta il debito pubblico, aumenta pure la domanda di assistenza, sussidi e tutele.

Vivono tutto questo dentro un mondo reflazionato in tutte le salse che se ha sostenuto la domanda, non ha trasferito effetti positivi sull’offerta di lavoro, ancormeno sui redditi di quel lavoro.

Quando questo mondo annaspa le diseconomie si rendono evidenti, i nodi vengono al pettine.

Quei Capitani di ventura randagi, tutt’intenti a vincere la battaglia della competizione d’azienda, fanno la gestione separata dei fattori della produzione, confliggente con quella del consumo, mandando in mille pezzi la produttività dell’intero sistema.

Annichilite le risorse, i Giovani patiscono il futuro, l’economia il presente.

Già, senza reddito smettono di tirare la volata agli acquisti né spingono le imprese a riprodurre alterando la continuità del ciclo economico.

Essì, tenuti fuori dal meccanismo economico-produttivo, questo il minimo che possa capitare: remissione per tutti.

Tutti tutti!

A ben guardare, proprio in questa fragilità sta la loro forza.

Tenuti fuori, non ci sarà il domani.

Per rivedere l’alba, toccherà riprenderli a bordo; costerà caro, ne varrà la pena!