Intervista con me stessa: Francesca Facoetti

Dio mi ha fatto finire nella scuola giusta, impedendo che io mi perdessi nei meandri di quella che era solo un’adolescente che non mangiava e rifiutava la vita.

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Nome e cognome Francesca Facoetti
Età 38
Sesso F
Luogo di residenza Bergamo

Cosa fai ora: studi, lavori?

Al momento si può dire lavoro in quanto scrivo, poi bisogna vedere se la scrittura si possa definire tale…date le opinioni della gente a questo proposito; da tre anni scrivo a tempo pieno nella vita ed ho vinto 85 pubblicazioni e la pubblicazione di due libri (http://www.edizionimontag.com/shop/); è appena uscito il mio libro di poesie scritte in memoria di mia madre: “Le conseguenze della morte”, http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=558; proseguo per questa strada difficile ma sicuramente bellissima.

E cosa hai fatto in precedenza?

Sono laureata in legge e volevo intraprendere la professione legale; il mio sogno era diventare l’avvocato dei poveri, ma poi svolgendo la pratica ho scoperto che gli avvocati sono quanto di più lontano ci sia dalla povertà e dai valori a me cari. Allora, dopo esperienze pessime in vari studi legali, ho mollato la pratica forense; ed ho accettato il primo lavoretto che mi hanno offerto: sono finita a lavorare in un call center; dove ho conosciuto persone meravigliose; ma quel lavoro era una rottura, a stare sempre al telefono lo sentivo suonare nella mia testa anche la notte, quando avrei dovuto dormire.

Allora, più per caso che altro, ho iniziato a scrivere su un foglio le risposte comiche che la gente mi diceva, anche involontariamente; le ho scritte più per ridere che altro; ne è uscito un manoscritto che ha vinto la pubblicazione (non è ancora uscito).

A un certo punto poi, le battute erano sempre le stesse, sentivo che il manoscritto era pronto; la paga del call center era minima e a parte mal di testa e dolori di stomaco dovuti al mangiare troppo tardi non ricevevo altro da quel posto. Allora mi sono detta: “ma se devo lavorare praticamente gratis qui e dagli avvocati, allora preferisco fare quello che mi piace!” Ed ho scoperto che né la professione legale, né il call center mi attiravano… e allora ho mollato tutto, grazie anche a una spinta di una cara amica dell’epoca.

Quello che fai ti soddisfa?

Quello che faccio oggi un sacco, posso dire di aver incontrato la felicità… gli altri forse sono un po’ meno soddisfatti delle mie scelte, ma è un problema loro. Quando scegli strade diverse dalla massa, alla massa questo dà un po’ fastidio.

Se sì perché oppure se no perché?

Sì sono soddisfatta, e orgogliosa di avere il coraggio di seguire ciò che è importante per me; è questa la mia maggior gloria, avere il coraggio di essere me stessa e di seguire le strade seppur a volte tortuose.

Cosa pensi della scuola, del lavoro, della politica e della società in generale?

La scuola per me serve: studiare serve, non tanto a trovare un buon lavoro, quanto piuttosto ad aprire la mente e insegnarti a capire quello che ti piace davvero… e trovare il coraggio per inseguire il tuo sogno.
Se hai tanto studiato, hai più possibilità di capire che una mente aperta ti porta ad avere il coraggio di fare quello che vuoi fare, nonostante il parere altrui; anche se io credo che molti lavori siano fasulli, cioè oggi lavori soprattutto se sei raccomandato; e questo purtroppo vale anche per un operaio, che è il livello più basso della società.

Della politica italiana io ho una pessima idea, che poi è il risultato dei deputati che pensano solo al denaro, fumano spinelli e dormono in aula; in merito a questo mi viene in mente la Corea, dove recentemente due funzionari sono stati fucilati per aver schiacciato un sonnellino sul lavoro; ecco, ho pensato ai nostri politici, se le leggi in Italia fossero così severe, dei 630 deputati ci sarebbe una fucilazione di massa; ho pregato per i due coreani, credo che loro fossero stanchi perché davvero lavoravano troppo, poveretti.

Penso che la società in generale abbia idee troppo ristrette per i miei gusti: si vanta di essere aperta, con la storia che siamo parte dell’Europa, ma in realtà è a volte limitante, quando sei diverso dagli altri per le tue scelte o semplicemente il tuo abbigliamento; ci sono molti giudizi e poca reale apertura di fondo agli altri, perché è una società troppo basata sull’io.
Ma della società io ammiro i tanti volontari che ogni giorno si dedicano agli altri: penso in primis alla croce rossa che fa davvero un sacco per tutti noi… ogni volta che ne vedo una passare mi commuovo.

Ti senti accettato e partecipe nella società?

Non tanto, ma non mi interessa farne parte; sono troppo presa dall’impegnarmi a fondo per raggiungere il mio sogno che è scrivere: sono felice dei risultati attuali, ma ho poco tempo di frequentare la società e pensare ad integrarmi… io sono piuttosto solitaria.

Quali sono le cose che dovrebbero migliorare sia per i giovani che per tutte le altre persone?

Il lavoro manca ed è un grosso problema; senza il lavoro scatta la violenza e iniziano le guerre; poi quello che manca più di tutto è la fede: la gente dovrebbe pregare un po’ per questo mondo o verrà giù il cielo.

Hai fiducia nel futuro e del futuro?

Beh, io penso che in futuro il male che oggi imperversa verrà sconfitto ed allora ci sarà solo bene e pace su questa terra; ma per arrivare a questa bellezza molti uomini cadranno ancora nel buio della morte e dell’ateismo.

Cosa ne pensi dell’amicizia, dell’amore?

Penso che l’amicizia e l’amore siano passeggeri; perché gli amici veri sono pochi, ma veramente rari; molti poi si accontentano di un amore sbagliato o amici fasulli, solo perché non hanno il coraggio di cercare il meglio per sé, e di guardare avanti a quello che riserva la vita: che magari è Dio, Lui ci sta accanto più di qualunque persona della terra, ma a volte siamo troppo presi dagli altri e di questo non ci accorgiamo.
Ma ogni persona nel vivere la propria vita cresce e cambia la sua dimensione: trovare un uomo (o una donna) che accetta questo di te e ti sta accanto nel tuo cambiamento è praticamente un miracolo.

Cosa ne pensi dell’aspetto spirituale e delle religioni?

La religione è la cosa più importante del mondo per me; Dio mi ha dato la forza di superare tante difficoltà, e di curare certi problemi di salute che si sono miracolosamente risolti, senza spiegazione scientifica: perciò io credo in Dio.
Inoltre, ho perduto mia madre a 17 anni ed è stato uno shock; ma ora che ho vinto la pubblicazione di “Le conseguenze della morte” che racchiude le poesie scritte in quel periodo terribile, è per me un dono del cielo (e di mia madre), che mi fa oggi rivivere quel dolore ed affrontarlo in altro modo, più giusto, con la certezza che c’è un motivo per tutto, anche per il dolore: perché Dio c’è.

Ti senti di poter dire di aver avuto punti di riferimento importanti per la tua crescita?

Sì, fortunatamente ho avuto insegnanti tosti, che mi sono stati accanto subito dopo il lutto (e ancora ci sono); Dio mi ha fatto finire nella scuola giusta, impedendo che io mi perdessi nei meandri di quella che era solo un’adolescente che non mangiava e rifiutava la vita.

Il mondo scolastico: cosa mi sai dire e cosa proporresti di nuovo?

Purtroppo ci sono scuole e scuole: io, che alle superiori ne ho cambiate tre, ho imparato a distinguere tra insegnanti-cane e insegnanti-Angelo: gli insegnanti cane sono tantissimi, e sono quelli che purtroppo hanno smarrito la loro funzione educativa (o forse non l’hanno mai avuta) perché pensano soltanto allo stipendio a fine mese; gli altri invece, hanno una cultura grande e voglia di trasmettertela; non necessariamente sono buoni da lasciarti passare tutto, ma hanno occhi aperti e svegli per trasmetterti anche insegnamenti di vita.
Penso che dietro a certi atteggiamenti sbruffoni di tanti alunni, alle volte ci sono dei dolori o delle difficoltà: l’insegnante deve imparare a scavare dentro tutto questo, perché crescere è difficile già dippersé, ma considerare anche l’aspetto umano vuol dire poter recuperare qualcuno che è lontano dalla vita.

Cosa ne pensi delle parole rispetto, educazione, istruzione?

Si dice che i ragazzi non conoscano il rispetto e l’educazione però io al corso per diventare volontaria della croce rossa ho trovato un sacco di ragazzi giovani, e quindi non è vero che mancano questi valori; sono rimasta molto impressionata da una giovane impiegata del mio commercialista che il venerdì sera stacca dal lavoro e va a fare la notte come volontaria! E allora ecco che non tutti i ragazzi sono da condannare, e poi io conosco molti più persone vecchie che sono poco serie e fanno gli stupidi…
Bisognerebbe dire che certe persone non conoscono il significato di rispetto ed educazione, ma questo non vale per tutti: forse bisognerebbe intervenire a correggere laddove si bestemmia perché quello è un atteggiamento sbagliato che indica la pochezza della persona umana; certo è che chi ha studiato è meno sbruffone (a parte certamente gli avvocati)…

Dei genitori cosa potresti raccontarmi attraversando la tua esperienza, consigli, dubbi, desideri, pensieri in libertà.

Beh, io ho avuto una madre fantastica che però ho perso presto: lei era tutto per me, mio padre invece non ha avuto una grande funzione educativa nella mia vita, svolge la sua vita allegramente e grazie a Dio separatamente da me.
Mia madre era insegnante, una di quelli che io definisco del tipo Angelo: da lei ho appreso i valori importanti, la fede… e affronto la mia vita secondo i suoi insegnamenti, davanti ad ogni dubbio la penso ed imbocco la sua strada, oppure penso a mio padre e poi faccio il contrario di quello che farebbe.

Hai avvertito o avverti che i tuoi desideri vengono ascoltati e accolti con la dovuta attenzione?

…Se anche gli altri non li ascoltassero, per me non conterebbe un granché! Ho imparato piuttosto che è più importante per me ascoltare me stessa, i miei desideri.

Che mondo immagini nella tua testa in questo momento?

Un mondo bellissimo, fatto di sogni, Angeli e paradiso: io guardo un sacco di cartoni animati.
Il mio è un mondo in cui il piccolo Gabriel Petersone sorride felice giocando con l’orsacchiotto: non per niente il mio pseudonimo è ‘Francesca Gabriel’ proprio per ricordare lui.

Cosa mi dici dei tuoi desideri.

Il mio sogno più grande è affermarmi come scrittrice, ed a questo mi dedico 24 h su 24; in tre anni che ci provo ho vinto 87 pubblicazioni, ma devo ancora lavorare tanto per raggiungere i miei canoni; non per niente mia madre mi ha insegnato a chinare la testa e lavorare come una formica, che esiste “prima il dovere poi il piacere”. Ma se fai il lavoro che ami (e penso che arrivarci sia una conquista nata da un’intelligenza studiata) allora non c’è dovere… soprattutto piacere.

Pensi a quale profumo di te vorresti lasciare agli altri? Ti piacerebbe descriverlo ora a me?

Il profumo della libertà e del coraggio: la libertà di essere rispettata, la pace invece di non essere affogata da nessun atto/fatto negativo. E’ il coraggio che ci insegna Giovanni Falcone, che è il mio mito: non per niente ho due email a suo nome in ricordo di lui.


Intervista con me stessa – Di Francesca Facoetti