Lettera dal fronte

40

Mia cara, è iniziata.
Siamo stati due notti sotto assedio, dopo un periodo di tregua apparente.
Dovevamo aspettarcelo visto i repentini cambi di stagione, ma non siamo del tutto impreparati.
È la loro tattica. Aspettano la bella stagione e attaccano.
Chi non è stato al fronte pensa che d’inverno, al freddo e con il buio sia più facile combattere un nemico che si conosce bene. Le strategie e le azioni intraprese potrebbero essere favorite dall’incertezza del clima, dalla copertura che ne deriverebbe. Ma non è così.

Le grandi battaglie sono state combattute sotto il sole, nei periodi più belli dell’anno.

Non c’è poesia in questo, amore mio, solo la costatazione di un fatto.
Lo sai che devo combattere. Conosci le mie ragioni.
Il nemico è prevedibile, ma non per questo meno astuto o pericoloso.
Agiscono sempre allo stesso modo, sai? Mandano in avanscoperta la più coraggiosa o forse la più stupida delle loro risorse. Non importa il risultato che ottengono in questa prima sortita.
Tastano il terreno, saggiano le nostre difese.
Agiscono di notte, con il favore delle tenebre, quando sei più vulnerabile. Non per il freddo che non c’è, non per la mancanza di luce che pure li agevola, ma cogliendo quell’attimo propizio tra la nostra veglia e il nostro sonno. Oh sì che sanno come farlo! Anni di evoluzione li hanno addestrati in questo!

Ma noi sappiamo difenderci.

Ho usato per due notti una delle nostre armi chimiche, sì, una di quelle patetiche forme di auto difesa che ci siamo inventati per contrastarli. Sai la loro efficacia, sai quanto poco servano a combatterli.
Mi fanno ridere le polemiche di certi ben benpensanti circa il loro uso!
Che ne sanno della guerra? Sono mai stati al fronte? Hanno mai combattuto in prima linea?
Vita mia, non so quante vittime ci siano state prima che io intervenissi, non so quanto nostro sangue sia stato versato, ma io l’ho fermata, io ho ucciso con queste mie mani nude la prima e arrogante bestia invasore!
Dovevi vedere il sangue, il suo, avrei voluto che ti inebriassi con me del furore della lotta, che sensazione, vorrei tanto poter condividere, con te, la soddisfazione che alberga ora nel mio animo!

Ma non mi vanterò per questo, tu lo sai, battaglie più grandi ci aspettano qui al fronte. Ed io ci sarò.

Sai che lo farò e non mi tirerò indietro.
Combatterò per te, amore mio, e per nostro figlio che porti in grembo. Lotterò per gli uomini e le donne libere della nostra amata terra finché avrò forza, finché, solo sul fronte, non schiaccerò l’ultima di quelle fottute zanzare di merda!

Per sempre tuo, Raffaele.

Lettera dal fronte – Raffaele Scotti