The Camouflaged Volume 5, di Serena Baldoni, online da domani in ebook e cartaceo

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La forza di ali mancanti,
la forza di Diavoli travestiti,
la forza di uno scontro,
la forza di una disperazione,
la forza di un dolore che tutto lacera,
la forza di chi non si arrende,
la forza di restituire pace alle anime,
la forza di proseguire contro ogni ostacolo,
la forza di una vendetta che agisce nel nome di un bene più grande,
la forza di chi non ha gocce di male nel sangue,
la forza innocente che si trasforma in bruta,
la forza dei deboli,
la forza degli Angeli Caduti.

Sono stata rimbalzata in aria come se avessi incontrato un muro di gomma fra me e l’esplosione, sono schizzata all’indietro, finendo per arenarmi nel fango dello sterco.

Sam sorvola, sbattendo le ali, sopra di me, cerco di trovare Taide oltre il fumo nero che ho provocato.

“Non uscirai mai da quelle sabbie mobili, afferra la mia mano!”

“Dov’è lei?”

“Non la vedo, ma vedo te e so per certo che senza l’intervento divino di Justicia adesso non saremo qui a parlare …”

“In che senso?”

“Deve averti protetto impedendoti di esplodere, tu gli servi qui … ma niente più mosse azzardate, potresti non essere fortunata in eterno!”

“Hai visto i filmati della città che esplodeva? Della clinica? Di casa mia?”

“Ho visto qualcosa si … non possiamo sapere se fossero immagini reali”

“Mi aveva offerto un accordo Sam!”

“Non si scende a patti con gli Inferi, Taida non è Nesso … non è un semplice guardiano, è la serva privata e personale dell’Inferno, ama il suo oppressore …”

“E’ colpa mia, soltanto colpa mia”

“Afferra la mia mano ti prego, ce ne occuperemo dopo!”.

Le uniche parti del mio corpo che riesco a muovere nello sterco, di cui sono impregnata sino al petto, sono le mani. La consistenza delle sabbie mi trae verso il basso ad ogni movimento che cerco di compiere per slanciarmi.

Solo nella strada per l’Inferno potevano creare delle sabbie mobili con lo sterco, penso.

In natura, esse, sono costituite da una massa di sabbia fine, più o meno satura di acqua, caratterizzata da una debole capacità di sostenere pesi. Può essere costituita da un miscuglio di argilla ed acqua dolce o salata e trattiene bene l’umidità grazie ai minuscoli pori presenti nei granelli.

Più mi lascio soggiogare dall’agitazione e più sento di affondare, persino agguantare la mano di Sam non è semplice.

“Le sabbie mobili non sono pericolose come si crede se si compiono i movimenti giusti” lo sento quasi come un rimprovero.

“Facile parlare per te, sei forse immerso qui dentro? Che cosa devo fare?”

“Riesci a togliere gli stivali dai piedi?”

“Ma scherzi?!”

“Non posso scendere più di così Nevy, il vento mi rema contrario!”

“Se affondo le braccia non riemergerò!”

“Se senti che i tuoi piedi si stanno bloccando, fai un paio di passi indietro prima che la sabbia faccia presa. Di solito deve passare circa un minuto prima che le sabbie mobili diventino liquide, quindi il miglior modo per liberarsi è non rimanere fermi in un posto”