I nostri valori sono a rischio? Il principio della perdita dei diritti e della propria identità inizia dalle piccole cose, prima ti dicono che è meglio preparare i tortellini con il pollo invece che con il tradizionale ripieno di lonza di maiale, di prosciutto crudo, e di mortadella, ingredienti non consentiti ai musulmani, e poi con il togliere il crocifisso dai vari siti pubblici per non offendere le altre religioni. Sembrerebbero piccole cose, invece sono cose di grande impatto perché iniziano a disintegrare le nostre tradizioni per agevolare minoranze destinate ad una crescita spaventosa.

Ma ci immaginiamo quando questa minoranza aumenterà avvicinandosi al 50% e quando la supererà, cosa si dovrà fare?

Abbattere le chiese? Ci imporrano il ramadan nazionale? Le donne dovranno portare il velo o peggio il burqa? Si parlerà di matrimoni con bimbe di 9 anni? Vorranno mettere in atto la Sharia? Si parlerà di frustare le donne adultere?

O magari solo chi riceve un messaggio da un amico? Potranno guidare auto le donne? Si lapideranno i gay?

Non prendiamo alla leggera tutto questo, come ho già scritto e come lo segnalano giornalisti e studiosi, basta vedere cosa sta succedendo negli altri stati e come sono cambiati. Purtroppo, l’indolenza (e a quanto pare non solo degli italiani), oppure prendere sottogamba e pensare che non possano cambiare le nostre tradizioni, è alquanto poco intelligente da parte di tutti. Ignorare passivamente queste conseguenze, cambierà le nostre abitudini come del resto sta iniziando ad accadere.

Purtroppo si sa, fino a quando la gente sta bene non s’ importa di nulla.

Quando inizieranno ad impedire qualche usanza secolare succederà che si sentirà il solito mugugno (caratteristica si dice dei genovesi) ma invece mi pare nazionale. Ma da mugugno a mugugno quando ci si renderà conto di aver perso alcuni diritti ed alcune tradizioni, sarà ormai troppo tardi.

Vorrei anche ricordare che i tanto amati soggetti LGBT, ovvero gay lesbiche bisessuali e trans, e adesso si sono aggiunti altre tendenze incoerenti con il genere umano, mi vengono  n mente ora i pansessuali, assurdità di una società ormai che non ha altro da pensare che a queste demenzialità. Ma a furia di non pensare, forse sfugge che i musulmani, in ogni loro stato trattano queste tendenze in modo diverso, chi con la galera, chi con punizioni corporali e chi addirittura con la morte. Ma perché elenco questo? Per il semplice motivo che la sinistra porta avanti l’accoglienza indiscriminata per tutti e vuole dare la cittadinanza facile per i migranti e da una parte porta avanti i diritti degli LGBT, che più che diritti io vedo una imposizione e una totale scomparsa piano, piano della famiglia tradizionale. Di questo, la grande organizzatrice è la Cirinnà.

Ma veniamo al punto dove voglio portarvi, quando i musulmani saranno tanti, e vorranno imporsi e avranno il loro partito. Ed arrivo alla domanda: come la mettiamo con i senza nervo LGBT? Cosa faranno, inizieranno ad eliminarli tutti? A frustarli nelle piazze? Vi sembra fantasia? Siete sicuri? Il tempo come al solito mi darà ragione o torto, fino adesso tutto quello che ho anticipato negli anni è accaduto. Quello che è sicuro è che se questa politica non cessa a breve, tutto questo e peggio ancora andrà in porto, ma sta a noi svegliarci e far cessare questi distruttori della nostra patria.

DIFENDIAMO LA NOSTRA NAZIONE E I NOSTRI VALORI E TRADIZIONI.

I NOSTRI VALORI SONO A RISCHIO di Nico Colani

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright