Fantascienza e divagazioni sul cancro

Più un libro è fantastico ed improbabile, più potrebbe essere idoneo a rinfrescare l’estate.

73

Fantascienza e divagazioni sul cancro.

Più un libro è fantastico ed improbabile, più potrebbe essere idoneo a rinfrescare l’estate.

di Paolo Nicoletti

Alcuni dei libri che stiamo per vedere parlano di vicende reali, altri parlano di vicende inventate o di fantasia, ma tutti comunque contengono o non contengono nel loro titolo la parola cancro. Ciò non significa che essi parlino necessariamente di cancro, e comunque i lettori che volessero chiedere ragguagli al proprio medico curante sono sempre invitati a farlo e ad evitare il fai-da-te.
Ogni consiglio preso direttamente da un libro ed applicato alle cure ed alla salute di un lettore dal lettore stesso senza aver sentito il proprio medico curante, costituirà oggetto di responsabilità esclusiva del lettore medesimo.

Divagazioni sul cancro, i libri.

Cominciamo con un libro che è dichiaratamente di fantascienza, «Missione sul pianeta del Cancro» (« Cancer Planet Mission » , conosciuto anche come «Mission on Cancer Planet», di Ludwig F. Pallmann). Un libro del 1970 (alcuni pensano che sia un libro degli anni 50), stampatore ed editore sconosciuti, autore assai misterioso; un caso singolare nel mondo della Science Fiction, o SF che dir si voglia.
Pur essendo un libro stampato in pochissime copie, è molto richiesto e ricercato, tanto che nel 1986 sembra abbia avuto una seconda edizione intitolata « UFO Contact from Planet ITIBI-RA », di Ludwig F. Pallmann e Wendelle Stevens.

Il fascino di questo libro è nel suo realismo.

E’ costruito, infatti, come un resoconto giornalistico-biografico. Il libro riporta il racconto del protagonista e di come sia venuto in contatto con una misteriosa comunità di persone in America Latina. Questa comunità aveva come fine la conduzione di ricerche segrete sul cancro. Queste persone raccontano al protagonista di provenire da un altro pianeta, e di essere interessate a tutto ciò che riguarda cancro e tumori perché secondo loro si tratterebbe di un unicum nella galassia.

Nella trama del libro di fantascienza, il protagonista ha a che fare con scienziati, militari, piloti, uomini e donne, con persone comunque assai cortesi ed evolute.

Si tratta inoltre di persone assai per bene, tanto che il protagonista le incontra mentre curano casi di emergenza di persone prive di soldi e di cure mediche.
Molto interessanti le descrizioni della vita reale in America Latina.
Un buon esempio di science fiction, scritto bene e piuttosto avvincente, il libro prende il lettore dall’inizio alla fine, sempre che si riesca a trovarlo. Non si trovano notizie di altri libri che abbia scritto l’autore, né in verità notizie su di lui…
Si può trovare in lingua inglese anche su Amazon o su AbeBooks.com od altri grandi siti di libri.

Per la singolarità del cancro come fenomeno naturale e singolarità scientifica, si può consultare l’articolo «Quanto è antico il cancro?».

Il libro è di Giuseppe Alonci, del 18 agosto 2016 (sul sito di oggiscienza.it). Alonci partendo da un rapporto di Edward J. Odes e collaboratori su un tumore maligno in un metatarso di un ominide di quasi due milioni di anni fa, riporta interessanti riferimenti storici e scientifici sul cancro nell’ antichità.

Un libro pieno di dati e cifre, con tanto di prefazione dell’allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è invece «Si può vincere. Storie di pazienti che hanno sconfitto il cancro» di M. Boldrini, S. Smerrieri e P. Cabra, con le testimonianze di 16 pazienti con differenti casi di tumore che sono stati curati con successo dalla Amministrazione Sanitaria italiana.

Un singolare articolo, « Tecnica anticancro nelle indagini dei RIS » di Carla Massi, da Il Messaggero del 11 ottobre 2017, si trova invece su cinquantamila.corriere.it.

Questo articolo parla di una tecnica di analisi biologica, usata contemporaneamente sia nel campo delle indagini sugli autori dei crimini che nel campo dell’analisi del cancro.

Per un articolo con ricca biografia sull’argomento delle pretese cure alternative e delle cautele da adottare, vedasi anche « Alternative Cancer Treatments » su Wikipedia.org.

Abbiamo poi un libro di carattere etnografico, del Prof. Hans –Georg Klingemann, ossia « Terapie non convenzionali nella cura del cancro » (« Unkonventionelle Krebstherapien », del 1997, Munchen, Germany; ed. italiana Hermes Edizioni, Roma, anno 2000), con il capitolo 7 dedicato ai minerali ed il capitolo 6 dedicato alle vitamine. Un interessante panoramica di terapie e preparati, di cui lo stesso editore avverte che «non si assume nessuna responsabilità relativamente all’uso, ai rischi e agli eventuali danni derivanti dalle terapie».

Abbiamo infine un libro che a suo tempo ha costituito un vero e proprio caso di cronaca. Parliamo di « Cura del Cancro con terapie naturali », di C. Moerman (la C sta per Cornelius oppure Cornelis).

Alla fine degli anni 50 del Ventesimo Secolo uno scandalo ed una vicenda giudiziaria di incredibile violenza e virulenza impressionarono ed influenzarono la vita civile e politica della civilissima e democratica Olanda, culla delle libertà e soprattutto patria della libertà di pensiero, tanto da aver influenzato in modo incisivo la realtà democratica degli USA e delle democrazie europee.
Il medico olandese Moerman, partendo da alcune semplici constatazioni (ridotta incidenza dei tumori nelle regioni in cui si beveva vino, impossibilità di indurre tumori nei piccioni sani se adoperati come cavie etc.), iniziò a proprie spese una serie di ricerche e studi sul cancro. A seguito delle sue ricerche, pubblicò alcuni libri e fondò a proprie spese un Istituto per la ricerca sul cancro.

Ci spostiamo ora alla fine degli anni 50 del Novecento.

Alcuni importanti membri della classe medica olandese iniziarono e poi condussero una campagna di denigrazione contro Moerman e le sue ricerche. Alcuni organi giudiziari diedero torto al medico ed infine vari organi governativi olandesi provocarono l’esproprio dei terreni su cui si trovava l’Istituto di ricerca di Moerman. Esso venne, quindi, chiuso. Le ricerche furono bloccate e Moerman stesso si trovò al centro di interminabili procedure giudiziarie fino agli anni 80.
Negli anni 80 Moerman ottenne nelle aule giudiziarie la piena vittoria ed assoluzione. Venne quindi pienamente riabilitato. Nel 1988 morì, si dice, anche per le debilitazioni conseguenti alla trentennale persecuzione del medico e di tutti coloro (anche eminenti scienziati, universitari, premi Nobel come Linus Pauling) che si erano schierati in sua difesa. Persecuzione di fronte alla quale ancora oggi i cittadini olandesi parlano di Moerman (loro lo pronunciano « Murman ») con infinita circospezione.

Fantascienza e divagazioni sul cancro.

di Paolo Nicoletti