Giulio Regeni: omertà statale o stupidità?

La vergognosa assenza dello Stato italiano sulla drammatica storia di Giulio Regeni

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Il dott. Giulio Regeni è morto, è stato ammazzato dai terroristi. Come mai lo stato italiano non fa nulla per sapere la verità?

Bisogna chiedersi: come mai lo stato italiano se ne frega?

Da quel che si sa il giovane ricercatore Giulio Regeni è stato torturato per quattro giorni di fila; un cittadino italiano, domiciliato in Egitto, è stato vittima di cose atroci contro la sua persona.

Quel che mi fa incazzare è che lo stato italiano se ne frega.

Come fa lo stato a rendere conto alla sua famiglia, alla mamma, al papà e alla sorella se, ad oggi, non è ancora in grado di trovare i colpevoli? Parlo al plurale perché, ovviamente, non è possibile che le atrocità commesse sul dottor Giulio Regeni siano state compiute da una persona sola. Sicuramente il poveretto è stato oggetto di carognate da parte di più persone.

Il dottor Giulio Regeni è stato ammazzato, e ad oggi lo stato italiano non ha ancora fatto niente di concreto per trovare i suoi assassini. La cosa concreta che lo stato italiano è stato bravissimo a fare, l’unica che ha fatto, è stato parlare. Tante belle parole e promesse messe nella bocca di tante autorità a turno.

Le vorrei vedere queste grandi personalità, a provare anche solo una parte di quello che hanno fatto a Giulio, e come reagirebbero questi ben pensanti?

Giulio era solo mentre lo uccidevano a rilento, era solo in terra straniera quando hanno fatto ritrovare nudo il suo cadavere; ma Giulio è solo anche oggi che il suo caso è ancora senza giustizia.

Lo stato non ha fatto nulla per lui, quella che sarebbe la sua patria lo è solo a parole, tant’è che ancora non ha saputo occuparsi di questo suo figlio.
Giulio era un cervello ed è scappato da un’Italia che lacera, offende e pregiudica i cervelli; Giulio ha dovuto cercarsi un onesto futuro in terra straniera, perché in Italia tale ricerca gli è stata negata.

L’unica cosa che l’Italia ha assicurato al cervello Giulio Regeni è stato forse una presa per i fondelli, come quella attuata dal giornale “Il messaggero”. Come ben si sa, infatti, la testata ha rifiutato di pubblicare un articolo firmato Giulio Regeni quand’era ancora vivo. Senza poi farsi venire il minimo pelo sullo stomaco quando, il cadavere di Giulio Regeni ancora caldo, “Il messaggero” ha provveduto alla grande pubblicazione postuma poiché ha avvertito l’aumento di tiratura; il giornale italiano è quindi passato sopra al corpo ancora caldo del ricercatore, perché guai a fermare le vendite!

La madre è dovuta intervenire a chiarire questo, intingendo la sua vita nel dolore della tragica morte del figlio.

In tutto questo solo Amnesty International ha provveduto a fare qualcosa, appendendo su luoghi pubblici, come le biblioteche, dei cartelli fluorescenti con in grande la scritta: “Verità per Giulio Regeni”.

Questa è l’Italia di oggi, o forse già ieri era tanto marcia, visti i tanti delitti irrisolti degli archivi di Polizia e Carabinieri, delitti che hanno ad oggetto naturalmente gente comune; gente semplice, come lo era anche Giulio Regeni, ed ho l’intenso dubbio che se fosse stato figlio di una personalità importante ora i nomi dei suoi assassini sarebbero a conoscenza di tutti.

E così l’Italia ha ucciso Giulio Regeni per la seconda volta.

L’ha ucciso non trovando chi ha provato a togliergli la dignità, l’ha ucciso prendendo in giro con una pubblicazione postuma; ed io mi compiaccio di provare schifo verso la nazione che mi ha dato la nascita.

Ma non è finita: quello che hanno dovuto subire i genitori del povero Giulio, si accompagna a voci di popolo che si sono permessi di attaccare la candidatura della sorella Irene Regeni al posto di sindaco; questa gentaglia ha osato insinuare che quello la povera Irene voleva, ossia la sua intenzione fosse sfruttare l’atroce morte del fratello per far carriera in politica.

Quando sento cose del genere mi viene da pensare: ma al mondo esiste davvero gente tanto stupida da credere cose del genere? Evidentemente il cervello alla nascita non vien dato a tutti, oppure qualcuno se lo perde per strada; dopotutto, con gli esempi noti in politica che abbiamo, è risaputo che ai politici italiani piace fumare spinelli più che andare in parlamento a lavorare; essi gradiscono le minorenni che poi li portano in tribunale chiamandoli pedofili; per non parlare dell’apertura del parlamento nazionale a certi deputati transgenici, o semi operati, pornostar come la Cicciolina di turno, la quale ovviamente è stata votata da tutti i maschi senza cervello ma che ragionano con il…

Se io penso alla politica italiana, allora sono felice che si sia candidata la sorella di Giulio Regeni, perché sono certa che lei può solo migliorare il livello di quelli che io ora considero politici senza alcun cervello.

Ce ne fossero di persone come Giulio Regeni e sua sorella Irene, ne avremmo tanto bisogno.

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