La magia del Natale che si ripete ogni anno …

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La magia del Natale che si ripete e non si scorda mai. Era un mondo incantato la merceria di Verderame.
Come cominciava l’autunno c’erano i grembiulini per andare a scuola, bianchi per le femminucce e neri per i maschietti.
Io appartengo all’era del fiocco gigante da applicare al colletto di pizzo (per le bimbe). Fiocco che andava bruciato ai lati per non sfilacciarsi quando veniva da noi ciucciato durante le lezioni a scuola.
Arrivava il periodo di Natale e dovevamo preparare la letterina da mettere sotto il piatto di babbino il giorno della festa.
Stavamo lì in merceria a scegliere la letterina, la rappresentazione era il presepio con gli angeli ma tutto era incantato dai brillantini che si appiccicavano dappertutto.
Io trovavo magiche quelle letterine che facevamo trovare sotto il piatto il giorno della festa, con la complicità delle nostre madri che ci assecondavano per questo teatrino simpatico.

Mio babbino, faceva finta di stupirsi quando leggeva la letterina. Letterina di buoni propositi per il futuro e il finale era la richiesta di un dono. Si chiedeva solo un regalo.

Quelle letterine appartengono ad un’epoca incantata…
Una volta imbucai nella cassetta delle lettere là dove una volta passava il pullman n.3 in tutte due i sensi (ricordate?) una di queste letterine ad un Babbo Natale – Via del Cielo….
Non ebbi mai risposta!!!
Qualche anno fa….cercai in cartoleria questa letterina…la spedii al nostro quotidiano locale, insieme ad una mail uguale…..
Un amico che apparteneva al gruppo Unilever (ex Toseroni) di Viale Marconi aveva bisogno di una mano d’aiuto per fare una lettera di protesta per lo smantellamento dello stabilimento che andava delocalizzato  in un paese dell’est. La preparai (a nome suo) in tutte due i modi: moderno con il pc per via mail e antico con lo stesso contenuto, scritta a mano con la letterina brillantinata..

Era indirizzata a Babbo Natale….Logicamente….non c’era la magia di quando sei bambino ma….doveva colpire la tristezza di chi la scriveva.

Centrai l’obiettivo e fu pubblicata sul quotidiano.
La più triste letterina di Natale che io scrissi…la fabbrica è lì e i suoi macchinari fanno la ruggine…ora faranno dei corsi di aggiornamento per gli ex dipendenti.
Speranze lanciate al vento ai nostri corregionali.

Caspita…..sono andata fuori tema!!!