Occhi che scrutano

Poesia di Romana Anna Tonioli

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Occhi che scrutano

In un profondo buio
dove alte mura di pietre
grigie alzano barriere;
al di là voli di gabbiani
si alzano da terra,
spiccando il volo verso un cielo
scuro con ali che accarezzano
l’aria che brucia.

Alberi spogli come spettri
dipingono un paesaggio triste,
grigio, senza cielo
in un giorno dove il cuore piange,
l’anima non fa brillare
la sua trasparente, bianca veste.

Sono occhi che guardano
in silente dolore le pene che
turbano la mente, si posano
sul cuore attraversando l’anima.

Sono cicatrici che non vogliono
guarire, ferite di un amore
che ha spezzato un cuore.

Pianto di donna, pianto salato fatto di
tante perle preziose che scivolano
sul viso in quel giorno triste,
la mente ricorda,
gli occhi vagano in quel mare di acqua dove
le onde s’infrangono sullo scoglio
in un canto di dolore.

Scende il gabbiano da quel cielo grigio,
si appoggia sul muro poi scende a terra
proiettando la sua ombra
come una pittura su tela bianca;
possenti sono raffigurate le sue ali.

Si sperdono quegli occhi che scrutano
Quel paesaggio triste;
svaniscono da quel paesaggio grigio.

Ma domani tornerà il sole, forse quegli occhi
ritorneranno a sorridere.

@Romana Anna Tonioli 2013

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