L’ultimo crollo delle criptovalute alimenta i dubbi e le polemiche sulle valute digitali. L’intero mercato del denaro virtuale è nuovamente nel mirino dei venditori, trasformando un clima di sfiducia in un’ondata di rossi per tutte le altcoin (tanto quelle principali come Bitcoin, quanto le altre).

Il declino delle valute digitali

L’euforia che aveva trascinato l’intero settore delle valute digitali, a inizio 2018 aveva portato la capitalizzazione complessiva del mercato a 650 miliardi di dollari. A un annetto di distanza siamo scesi a soli 160 miliardi. Se a dicembre scorso il Bitcoin aveva toccato quota 20000 dollari, in questi giorni è scivolato verso i 4500. La più famosa delle valute virtuali è arrivata a bruciare nelle sue escursioni anche il 14% in una sola seduta, tornando ai livelli di settembre 2017. Questo dimostra quanto fossero saggi i consigli dati durante tutto l’anno sulla necessità di approcciare con cautela a questi mercati, e rivolgersi soltanto a broker forex italiani autorizzati, per non incorrere in bruttissime sorprese.

E dire che soltanto pochi mesi fa c’era chi apertamente manifestava la propria view ottimistica: Bitcoin arriverà a 100mila dollari. Cose che oggi fanno ridere, sanno di fantascienza. E fanno capire che dietro c’è solo tanta speculazione. Sono gli “influencer” delle valute virtuali. Le comprano, fanno annunci roboanti e poi scappano dopo che il prezzo è salito e prima che precipiti. Mentre il piccolo investitore (che spesso non conosce neppure le basi di come fare trading online sicuro) rimane col cerino in mano, spesso bruciandosi con la fiamma.

Ad un anno di distanza la “criptomania” è svanita. Di quel miracolo finanziario resta davvero poco, e comunque le previsioni di oggi non sono neppure lontanamente paragonabili a quelle euforiche di un anno fa. Per il Bitcoin si parlava di quota 100mila, oggi invece molti ritengono che ci sia una eguale possibilità di vederlo a quota 1000 come a 10000. Ma dei centomila non parla più nessuno.