Antonino Cannavacciuolo su quattro reti diverse: la pochezza della Tv italiana

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Paradossalmente, in un Paese dove sempre meno italiani sono in grado di mettere il piatto a tavola e, in generale, le donne sono sempre meno disposte a passate del tempo ai fornelli, proliferano i programmi di cucina in televisione. Sarà perché tutto sommato reggono l’audience, in una fase storica di crisi creativa e di share della Tv italiana. La quale, fino a qualche decennio fa, era sicuramente la più qualitativa a livello mondiale. Un tempo c’era solo Wilma De Angelis a proporre ricette, con tanto di ricettari in edicola. Poi la proliferazione incontrollata su tutte le reti. Anche laddove il programma non sia prettamente di cucina si dedica uno spazio ai fornelli. Si pensi a rubriche nei Tg o a spazi nei programmi dedicati alla natura.

Tra i principali protagonisti della Tv da tavola c’è senz’altro lui: Antonino Cannavacciuolo. Quarantatre anni il prossimo 16 aprile da Vico Equense. Cittadina all’ombra del Vesuvio che di ristorazione se ne intende. E se ne intende proprio di Vesuvio Antonino Cannavacciuolo, essendo anche alto un metro e novantadue centimetri sul quintale circa di peso.

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