Come il mare in un bicchiere di Chiara Gamberale

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Ci sono dei libri, delle scrittrici che bussano alla lettura, sembra che ti chiamino al momento giusto, Prendimi, con Chiara mi succede così, bussa sempre ed io apro la porta. Non saprei dire da quando sono innamorata delle parole di Chiara, sembra sempre che me le legga dentro. Durante la quarantena mi ha fatto molta compagnia, mi dicevo che non avrei mai letto un libro, che narrasse la quarantena, ma Chiara è Chiara ed eccomi qui a narrarla. Un diario particolare nato durante il lockdown. Io che amo giocare con le parole italiane, eccomi qui ad usare il lockdown. “In me sto bene come un bicchiere, ma sono confinato in questo calice” Il titolo del romanzo è un omaggio al poeta Vittorio Varano. Nella quarantena la Chiara è entrata spesso nel mio leggere tra Rocco Carbone ed Emanuele Trevi spuntava sempre lei.

Ed eccomi con il suo diario aperto, un ciclone emotivo, che dà voce alle emozioni, anche a quelle che non riusciamo ad esprimere con tutte le sue sfaccettature.

Tutto scorre spontaneo ed in maniera semplice. Come non essere in sintonia con lei, il 9 marzo non ha blindato i rapporti, ha rafforzato dei rapporti con telefonate, video, sensazioni e chiamate, ricordi e chiamate. Rapporti che nella distanza si sono cementificati, si sono affievoliti, quelli che erano effimeri, quei rapporti di carta, che i nutrivano solo di sociale. Come il mare in un bicchiere doveva ammalarsi il mondo per riscoprire qualcosa? Senti un urlo ed un abbraccio vietato, leggendola. Quel metro di distanza appare una giusta difesa interiore, scorrono parole nuove, immagini di luogo che cambiano il quotidiano. Come il mare in un bicchiere scorre l’Italia che resta a casa, che canta sui balconi. Scorrono i tanti impegni, ma anche finalmente il no a tante cose, a cui forse non eri capace a dirlo.

Come il mare in un bicchiere il tempo per rileggere e leggere pagine.

Per concludere, come il mare in un bicchiere merita una riflessione: “su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva che questa incredibile tragedia ci potrebbe suggerire” dalla IV di copertina. Come il mare in un bicchiere un diario su una ferita, che è ancora aperta