Giovanna Filocamo e il suo mondo fantastico

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Frosinone, villa comunale, sono tornata a vedere le mostre e a raccontare le mie emozioni. Troppo complicato spiegare la mia assenza, la protagonista è Giovanna Filocamo un’artista poliedrica, figlia d’arte di ”Vanni”. Esperienze grafiche con all’attivo illustrazioni di manifesti e di libri, ma la pittura un nuovo grido …

Una « scontata » cultura fumettara, un uso del colore, che scardina l’iconografia tradizionale. Ogni lavoro meriterebbe un racconto, che spiega l’inspirazione, il motivo, una mostra curata dei dettagli, nei particolari. Le sue modelle con i seni gonfi, perfette palle, a volte in pose glamour delle « peggiori » culture da copertina ». La santificazione della scarpa con un calzettone arrotolato apre un altro mondo dell’artista o la mimosa nell’elastico. Le cravatte incrociate, gli aquiloni nel cielo con messaggi di pace in tempo di guerra. Scenari onirici e un mondo fantastico che prende vita nei particolari, nell’emozione di un attimo, quel fantastico attimo, fatto di poesia e passione.

Con Pinocchio che corre dove non sa è ulteriore invito alla riflessione, un ritorno all’infanzia o la rivelazione che le persone sono dei « Pinocchio » in soccorso vengono Mangiafuoco e la Regina dei cuori. Simboli per narrare un mondo misterioso e utopistico. La Monna Lisa è il simbolo della trasgressione più evidente.

La mostra ha anche una sezione dove viene fuori « illustratrice » per i bambini, i lavori fatti con i bambini. Ascoltarla è un fiume di piena, non ama parlare « con il microfono », ma davanti alle sue opere per guidare nei dettagli, che fanno riconoscibile l’opera anche senza la sua firma.