L’amore per i libri

Il libro è come un caro amico che ti accompagna ovunque...

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Leggere aiuta a pensare con la propria testa

C‘è un ricordo della mia infanzia che non mi ha mai lasciato e grazie al quale ho coltivato una passione straordinaria che non mi ha mai abbandonato e che mi ha aiutato a vivere meglio e superare spesso momenti di crisi e di grande confusione. Parlo nello specifico di quando mio nonno materno rientrando dal duro lavoro in campagna, dopo una sostanziosa e logica cena per le fatiche accumulate, usava sedersi in terrazzo invece che davanti all’infernale tv e aprire un oggetto magico, che subito attirava la mia curiosità, più di qualsiasi gioco inventato dall’uomo.

Parlo del libro, che mio nonno trattava con cura, lo apriva con grazia e indossati gli occhiali da lettura lo consumava come fosse cibo, quel cibo che in effetti per usare una metafora, nutre la mente e ci rende persone migliori, ci aiuta a sognare ad occhi aperti, ma soprattutto ci aiuta a riflettere ed a pensare con la nostra testa.

Da quel momento ho cominciato a leggere e non ho più smesso, passando da un argomento all’altro senza nessuna preferenza, ma con una curiosità di sapere e comprendere amplificata di libro in libro. Le biblioteche diventavano da quel momento il luogo più amato dove rifugiarmi, con l’occhio che impazziva nell’osservare le tipologie di rilegatura, di dimensioni, di colori che sprigionava ogni scaffale, mentre il tempo correva veloce e io non ne percepivo più l’importanza come sospeso in una dimensione onirica.

Dentro ogni libro si cela il pensiero e l’esperienza di chi ha vissuto in epoche e luoghi completamente diversi da quelli personali, questa è la vera ricchezza celata e che non tutti colgono.

Ricchezza che aiuterebbe anche coloro che nella vita attraversano periodi in cui hanno bisogno di un consiglio, per superare i propri problemi o, ancora più importante, effettuare delle scelte. Nelle società antiche si usava parlare con gli anziani per farsi consigliare, sfruttando la loro sapienza, loro che in fondo erano dei libri aperti da consultare a propio piacimento e godimento, ma questa società purtroppo ha perso questi importanti valori e la cosa che più mi rende triste è vagare con lo sguardo ed osservare che una persona con un libro in mano è quasi un miraggio in una folla di persone che vivono in simbiosi con il proprio cellulare, isolate da tutto e tutti in maniera folle e sconcertante.

Io invece continuo a camminare orgoglioso di camminare con il mio libro sotto braccio, felice di essere un miraggio in un deserto tecnologico, perchè il libro per me è come un caro amico che ti accompagna ovunque, senza bisogno di batterie o prese elettriche, che ogni tanto apro nei momenti in cui sono in fila in qualche ufficio pubblico o quando decido di sedermi in mezzo alla natura e rilassarmi pienamente.

Ecco, quando avrò la fortuna di avere figli, cercherò di trasmettere loro questa passione, ripeto trasmettere e non imporre, perchè l’errore comune di molti genitori è quello di non assecondare la loro natura ma di obbligarli ad essere a propria immagine e somiglianza. Io sarei più che felice nel vedere un giorno la casa dei miei figli con una bella libreria in piena vista, un qualcosa sempre meno di moda, ma che rappresenta a mio modesto avviso l’anima di ogni abitazione e in un certo senso il riflesso di noi stessi, perchè in fondo noi siamo quello che leggiamo.

7 COMMENTS

  1. Hai riassunto perfettamente cosa significa leggere e immergersi in un libro, l’estraniazione tutta particolare che dà solo la carta stampata. Ho diciassette anni e potrei raccontare diverse situazioni in cui mi sono ritrovata a leggere in un luogo pubblico e a ricevere qualche occhiata curiosa da chi mi stava intorno. Anche io mi accorgo di questo, e non c’è una volta in cui riesca a sorprendere qualcuno con il naso piantato in un libro e non sorrida.
    Sono d’accordo sul non imporre la lettura – invitare, sì; comprare dei libri di fiabe già quando i bambini sono abbastanza piccoli e raccontarli loro, se già non sono in grado, aiuta molto (e qui parlo per esperienza personale, mi ricordo ancora di tutti i libri che i miei nonni mi regalarono quand’ero piccina!). C’è da ricordarsi che però non tutti riescono ad apprezzare appieno la lettura, eppure si perdono una grande occasione: quella di poter “chattare” (se vogliamo usare un termine moderno) con uomini e donne di tutte le età, d’ogni cultura e religione e di ogni epoca storica – e questa occasione, anche nell’era del Web, ce la possono dare esclusivamente i libri.