Non diteci che questa è la nostra generazione

Si stava meglio quando si stava peggio.

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La vostra generazione era quella in cui un tranviere poteva andare in pensione a 45 anni con la moglie casalinga da sempre. Durante la pensione un secondo lavoro occasionale e “sommerso” permetteva di sostenere l’acquisto di una bella seconda casa al mare per godersi oltre 30 anni di tranquilla pensione (i nostri nonni).

La vostra generazione era quella in cui due insegnanti di scuola potevano comprarsi un appartamento in centro a Roma, pagare il mutuo e mandare due bambini alle scuole private (i nostri genitori).

La nostra generazione è quella in cui un bilocale di merda da ristrutturare fuori dal centro di Roma costa più di 200.000 euro. I due insegnanti hanno dei contratti a termine e guadagnano insieme al massimo 3000 euro netti. Non avendo un contratto sicuro le banche non gli erogano il mutuo e sono costretti a pagare più di un terzo del loro stipendio in affitto. Senza l’aiuto dei nonni non riuscirebbero a mantenere i due bambini. Le vacanze estive e natalizie le trascorriamo sempre nelle seconde case dei nonni stessi.

La nostra generazione è quella in cui senza università trovi un lavoro precario e con l’università anche. Dopo l’università ci siamo indebitati per 25.000 euro per fare un master di specializzazione alla fine del quale, a 30 anni, (perché per mantenermi gli studi devo lavorare) mi proporranno uno stage con rimborso spese a 600 euro al mese. Faccio due conti “al volo” e mi tengo il lavoretto che ho trovato per pagarmi gli studi.

Quindi non ditemi che questa è la mia fottutissima generazione. Non sono stato io a mandare tutto a puttane quando ero bambino. Non ho deciso io di sperperare denaro pubblico senza creare sviluppo. Non sono stato io a non rendere sostenibile il sistema pensionistico. Non sono stato io a speculare nel settore immobiliare senza calmierare affitti e prezzi. Non sono stato io a distruggere il potere d’acquisto fino a rendere necessaria la fuga oltreconfine.

NON SIAMO STATI NOI, CAZZO! QUINDI NON DITECI CHE QUESTA E’ LA NOSTRA GENERAZIONE!