Più banche che zecche

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Vi siete accorti? Ci sono più banche che zecche, non quelle di stato ma quelle che vi lasciano in uno stato di sofferente mancanza di attrattiva per qualsivoglia vampiro.

Ma quante sono? Milioni di milioni?

È quel che mi domanda mio nipote, neanche un ragioniere saprebbe rispondere, tantomeno Vittorio Sgarbi, con quella faccia da caveau di banca che si ritrova.
“Vedi – gli rispondo – quel cane cencioso e pieno di zecche succhia sangue?, quel cane siamo noi cittadini, e le zecche sono le banche”.

Le banche sono come i dottori, credono di fare il nostro bene però alla fine siamo noi a rimetterci le penne, e come loro anche le banche hanno la loro specializzazione.

Banca dell’agricoltura: i contadini vi depositano il grano e come interessi danno popcorn. La malattia professionale dei cassieri è il raffreddore da fieno e come guardie giurate tengono degli spaventapasseri armati.

Banco del mutuo soccorso: l’unica che quando ha delle sofferenze espone il triangolo (il faccendiere, lei e i tuoi soldi andati in fumo), i cassieri come novelli san bernardo tengono al collo una botticella di cognac nel caso dobbiate svenire alla lettura del vostro rendiconto.

Banca di Santo Spirito: all’ingresso una targa con scritto “andate e moltiplicatevi”. Ovviamente non si parla dei vostri soldi; il fissing comprende buone azioni, fioretti, santini, bolle papali e indulgenze, e il segreto bancario è vincolato alla confessione.

Banca del sangue: sede centrale in Transilvania, l’unica in cui i versamenti vengono fatti rigorosamente in liquidi e la carta di credito è anche la tessera dell’ASL.

Banca dello sperma: dove la maggior correntista è una pornostar, le sportelliste servono in topless, gli interessi ve li pagano in preservativi e la malattia professionale dei cassieri è il gomito dell’onanista.

Monte dei paschi: la più antica di tutte, fondata nel medioevo ai tempi di ser Niccolò Machiavelli. Infatti se timidamente protestate per interessi troppo alti, con un sorriso vi rispondono: “il fine giustifica i mezzi”. Dopo di ché, se insistite, vi iscrivono al prossimo palio di Siena, come cavallo…..scosso.

Quindi, figliolo, porta pure con fiducia i tuoi soldi in banca, ma se vuoi davvero essere sicuro che non te li soffino sotto il naso fatti sempre accompagnare da una p38.

P.s. e stai lontano dal bancomat se prima non hai con te una camicia di forza.


Più banche che zecche

Marco Fusi